L'Europa punta a edifici a emissioni zero entro il 2050: l'Italia esprime preoccupazioni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L'Unione europea ha recentemente adottato la "direttiva case green", un provvedimento che mira a rendere il patrimonio edilizio a emissioni zero entro il 2050. Tuttavia, l'Italia, insieme all'Ungheria, ha espresso preoccupazioni riguardo all'impatto economico che un piano straordinario di riqualificazione degli edifici avrà sui conti pubblici.
Riqualificazione energetica in Trentino
In Trentino, i lavori di riqualificazione energetica degli edifici, sostenuti dal Superbonus 110%, hanno coinvolto oltre 9.200 immobili, di cui quasi 9.000 con i cantieri conclusi. Il valore complessivo degli investimenti ammessi a detrazione, al marzo 2024, è pari a 2 miliardi 300 milioni di euro. Gli interventi realizzati portano ad un risparmio energetico di circa 400 milioni di chilowattora l'anno.
Il dibattito sulla direttiva case green
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato così il voto contrario dell’Italia all’adozione definitiva della «direttiva case green». Il nostro Paese, insieme all’Ungheria, è l’unico che si è espresso contro l’adozione del provvedimento, citando come principale preoccupazione proprio l’impatto economico che un piano straordinario di riqualificazione degli edifici avrà sui conti pubblici.
Il ruolo del superbonus nella riduzione delle emissioni
Secondo i geometri, con il superbonus è già stato raggiunto un abbattimento del 16% delle emissioni, come previsto dalla direttiva Ue case green. Con il via definitivo da parte del Consiglio Ue Ecofin alle norme sull’efficientamento energetico degli edifici gli Stati membri, tra cui l’Italia, avranno due anni di tempo – dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea – per recepire ed attuare la direttiva. Il testo, però, non stanzia incentivi dedicati, anzi esorta gli Stati a usare quelli a disposizione ed è proprio questo l’aspetto centrale del dibattito che si è acceso in questi giorni.




