L'Europa si impegna per un futuro a emissioni zero: l'Italia dice no
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Redazione Interno
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La direttiva europea "Case green" ha come obiettivo la riduzione delle emissioni di carbonio degli edifici residenziali in Europa, con l'ambizione di raggiungere l'impatto carbonico zero entro il 2050. Nonostante l'importanza di questa iniziativa per il futuro del nostro pianeta, l'Italia ha votato contro la direttiva.
Il contesto europeo
La direttiva "Case green", nota anche come Epdb (Energy performance of buildings directive), è stata inizialmente accolta con timore. Tuttavia, è diventata una norma quadro che stabilisce un percorso per le legislazioni nazionali, permettendo loro di adattare le regole ai propri territori. Non ci sono limitazioni alla vendita o all'affitto di immobili.
Il voto dell'Italia
Durante la riunione dei ministri delle Economia e delle Finanze europei, l'Ecofin, l'Italia ha votato contro la direttiva "Case green". Questa decisione è stata presa nonostante la direttiva punti a ridurre sensibilmente le emissioni prodotte dagli edifici residenziali in Europa. L'Italia, insieme all'Ungheria, ha votato contro, mentre Repubblica ceca, Croazia, Polonia, Slovacchia e Svezia si sono astenute. Tutti gli altri Paesi dell'Unione europea hanno votato a favore.
Le prossime tappe
Dopo l'accordo raggiunto a dicembre con il parlamento europeo, la direttiva "Case green" ha ricevuto il via libera definitivo con la conferma dei ministri Ue al consiglio Ecofin. I prossimi passaggi sono la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e, entro due anni dall'entrata in vigore, il recepimento da parte degli Stati. In Liguria, l'80% delle case dovrà adeguarsi alla nuova normativa.
La direttiva "Case green" rappresenta un passo importante verso un futuro più sostenibile. Nonostante l'opposizione di alcuni paesi, tra cui l'Italia, l'Europa sembra determinata a perseguire questo obiettivo. Sarà interessante vedere come si svilupperanno le cose nei prossimi anni.




