Unicredit lancia due nuove emissioni, un At1 da un miliardo e un bond retail al 7,25%
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Redazione Economia
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Nel quadro del proprio piano di finanziamento MREL, destinato agli investitori istituzionali e orientato al 2026, Unicredit ha perfezionato il collocamento di strumenti finanziari ibridi del tipo Additional Tier 1, il cui ammontare complessivo raggiunge il miliardo di euro. Questa operazione, che consolida il Tier 1 Ratio dell’istituto di credito, guidato dal banchiere Andrea Orcel, per circa 35 punti base, ha registrato una domanda notevolmente superiore all’offerta, superando i quattro miliardi di euro, raccolti da oltre duecento investitori professionali. La forte richiesta, peraltro, ha permesso di comprimere il costo del debito per la banca, fissando la cedola finale al 5,80%, un livello che, come sottolineato da Unicredit, rappresenta il cosiddetto reset spread più contenuto mai raggiunto dalla banca in questo specifico segmento di mercato. Gli strumenti, di natura perpetua, prevedono la possibilità per l’emittente di rimborsarli in anticipo, a determinate condizioni regolamentari, in una finestra semestrale che si apre nel dicembre 2035.
Il nuovo bond per il risparmio privato
Parallelamente all’operazione riservata ai grandi investitori, la banca ha avviato un’emissione pensata per il pubblico dei risparmiatori, la prima di questo genere nel 2026, che sarà negoziabile sia sul mercato MOT che sul Bond-X di Borsa Italiana. Questa caratteristica, di fatto, la rende accessibile a chiunque disponga di un conto titoli, indipendentemente dall’intermediario di riferimento. La nuova obbligazione, che ha un codice ISIN identificativo, presenta una durata molto lunga, fissata a venticinque anni, e offre un tasso di rendimento annuo lordo piuttosto elevato, pari al 7,25%. Una particolarità strutturale consiste nel meccanismo di pagamento delle cedole, che non avviene periodicamente ma in un’unica soluzione cumulativa alla scadenza naturale del Titolo, prevista per il gennaio 2051, oppure in occasione di un eventuale rimborso anticipato.
Struttura e opportunità per gli investitori
L’emissione retail, il cui prezzo di collocamento rimarrà stabile fino alla fine di gennaio, inra anche una clausola di chiamata annuale a discrezione della banca, la quale potrà optare per il rimborso anticipato a partire dal terzo anno di vita del bond, ovvero dal gennaio 2029. Questo elemento, tecnicamente definito “callability”, introduce una variabile nell’orizzonte temporale dell’investimento, il quale, seppur concepito per un periodo molto esteso, potrebbe concludersi prima della scadenza naturale qualora l’emittente lo ritenesse conveniente. La negoziabilità sui mercati regolamentati garantisce inoltre liquidità allo strumento, permettendo agli investitori di venderlo prima del rimborso, in base alle condizioni di mercato del momento.
Il contesto delle emissioni ibride
Le operazioni finanziarie di questa natura, in particolare gli Additional Tier 1, costituiscono una componente fondamentale per la solidità patrimoniale delle banche, poiché forniscono capitale di alta qualità in grado di assorbire perdite in scenari di stress. La loro collocazione presso investitori istituzionali, come dimostrato dall’ampio book building registrato da Unicredit, riflette la ricerca, da parte del mercato, di rendimenti in un contesto di tassi di interesse ancora elevati, seppur in fase di normalizzazione. Dall’altra parte, l’offerta al dettaglio di un bond con cedola cumulativa e tasso fisso risponde all’esigenza di una certa fascia di risparmiatori, attratta dalla visibilità del rendimento e dalla sicurezza che deriva dall’investire in obbligazioni di un grande gruppo bancario sistemico.




