Morte avvelenate con la ricina a Pietracatella: parla il medico indagato

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Morte avvelenate con la ricina a Pietracatella, il dottor Pietro Vuotto ha raccontato ciò che vide durante il ricovero di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Campobasso. Il medico, uno dei cinque sanitari indagati nell’ambito dell’inchiesta, ha spiegato che durante il primo accesso le condizioni delle due pazienti apparivano in miglioramento prima del successivo peggioramento clinico.

Il racconto del medico sulle condizioni delle pazienti

Vuotto ha riferito che Sara Di Vita presentava sintomi gastrointestinali, mentre Gianni Di Vita, padre della ragazza e marito di Antonella Di Ielsi, lamentava dolori muscolari, debolezza e cefalea. La differenza nei quadri clinici osservati durante gli accessi al pronto soccorso ha rappresentato uno degli elementi ricordati dal sanitario nel ricostruire quelle ore.

Secondo il racconto del medico, Antonella Di Ielsi e la figlia erano arrivate in ospedale con segnali compatibili inizialmente con una possibile tossinfezione o con una forma di gastroenterite. La giovane mostrava anche segni di disidratazione, con labbra asciutte e pallore, mentre la madre presentava sintomi simili. Dopo le prime cure, entrambe avevano mostrato un miglioramento delle condizioni.

L’ipotesi dell’avvelenamento in due momenti

Il sanitario ha parlato anche della possibilità che l’esposizione alla ricina possa essere avvenuta in momenti diversi, sulla base dell’evoluzione del quadro clinico osservato tra il primo e il secondo accesso ospedaliero. Vuotto ha spiegato che il peggioramento successivo delle condizioni delle due donne rappresentava un elemento differente rispetto alla situazione iniziale.

L’inchiesta riguarda la morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia di Pietracatella decedute dopo un avvelenamento con la ricina. Gli accertamenti hanno portato gli investigatori a ricostruire le fasi precedenti al decesso e i diversi passaggi sanitari affrontati dalle vittime prima della tragedia.

Nuove audizioni nel giallo di Pietracatella

Nelle stesse ore è tornata in Questura Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, convocata dalla Squadra Mobile di Campobasso dopo essere già stata ascoltata nei giorni precedenti. La donna è stata nuovamente chiamata dagli investigatori nell’ambito degli approfondimenti sulle persone vicine alla famiglia coinvolta nella vicenda.

Gli investigatori hanno ascoltato anche altre persone informate sui fatti, tra cui Loredana, un’altra cugina di Gianni Di Vita, e Monia, una professoressa amica dell’ex sindaco. Le testimonianze raccolte riguardano i rapporti personali e gli elementi utili alla ricostruzione della vicenda.

Il procedimento comprende anche il filone relativo ai cinque medici del pronto soccorso del Cardarelli iscritti nel registro degli indagati. Pietro Vuotto ha scelto di intervenire pubblicamente per descrivere le valutazioni effettuate durante le visite e le condizioni osservate nei momenti in cui Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita furono assistite in ospedale.

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