Piazza Affari affonda, tra il tonfo Ferrari e il volo dei cementieri
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Redazione Economia
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Una giornata di profonda correzione ha caratterizzato i listini europei, che dopo una serie di rialzi hanno interrotto la corsa in un contesto generale di prudenza. Milano, in particolare, si è distinta in negativo diventando la maglia nera del Vecchio Continente con un calo dell’1,59%, un risultato che ha pesantemente risentito del crollo di uno dei suoi titoli di punta. Anche le altre piazze, fatta eccezione per Francoforte che ha chiuso timidamente sopra la parità, hanno registrato performance negative: Londra ha ceduto lo 0,50%, Parigi lo 0,23% e Madrid lo 0,48%. La situazione, già complessa, ha trovato un ulteriore elemento di pressione dopo l’apertura di Wall Street, la quale, fermandosi con discese di circa lo 0,30% per i suoi tre indici principali, ha interrotto una lunga sequenza di record storici; basti pensare che la salita dell’indice S&P 500 negli ultimi sei mesi, ovvero dopo il crollo seguito al Liberation Day di aprile, è stata del 23%.
Il ko tecnico del Cavallino
A dominare le cronache finanziarie della seduta è stato senza dubbio il pesantissimo tonfo di Ferrari, il cui titolo ha bruciato il 15% del proprio valore in seguito al Capital Market Day. L’evento, atteso dagli investitori per delineare le strategie future, è stato percepito come ispirato a un’eccessiva prudenza, spingendo molti a liquidare le proprie posizioni. Questo crollo, che ha avuto un impatto rilevante sull’indice FTSE MIB data la capitalizzazione del titolo, ha contribuito in maniera decisiva a trascinare l’intera piazza italiana nel rosso più profondo d’Europa, oscurando qualsiasi altro movimento positivo.
Il controcanto dei titoli legati alla ricostruzione
In netto contrappunto al tracollo dell’azienda di Maranello, si è assistito a un vigoroso rally in tutto il settore europeo delle costruzioni e del cemento. Le quotazioni di queste aziende hanno infatti registrato significativi rialzi, trainati dalle prospettive di ricostruzione della Striscia di Gaza in seguito alla firma dell’accordo di pace. Tra le italiane, Cementir ha chiuso con un balzo del 9,96%, Buzzi Unicem ha guadagnato il 5,06% e Webuild lo 0,23%, performance che si inseriscono in trend annui già molto positivi, con alcune che da inizio 2025 hanno accumulato rialzi superiori al 45%.
Le operazioni societarie sullo sfondo
Sullo sfondo dei movimenti di borsa, due importanti operazioni societarie hanno attirato l’attenzione dei mercati internazionali. La prima è l’offerta pubblica di acquisto lanciata da Hsbc su Hang Seng Bank, un’operazione dal valore stimato di 37 miliardi di dollari. La seconda, di dimensioni minori ma ugualmente significativa, è l’Opa di Novo Nordisk su Akero, valutata 5,2 miliardi di dollari. Queste manovre, sebbene non abbiano avuto un impatto diretto sulle borse europee della giornata, delineano un panorama finanziario globale ancora dinamico e ricco di liquidità.




