Il Piemonte a secco dopo l’abbuffata, il Giro d’Italia 2026 punta su Liguria, Milano e l’estero
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Redazione Sport
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Dopo due anni di intensa fruizione, che hanno visto le strade regionali diventare il palcoscenico dei tre grandi giri, il ciclismo d’élite sembra ora volgere altrove lo sguardo, privando il Piemonte di nuovi eventi per la stagione 2026. Una pausa, questa, che segue un biennio eccezionalmente ricco di appuntamenti, durante i quali gli appassionati hanno potuto assistere, in rapida successione, al passaggio del Giro d’Italia e del Tour de France nel 2024, per poi vedere la Vuelta a España attraversare i propri confini nel 2025. L’assenza della Corsa Rosa dal calendario regionale, in particolare, segna una cesura netta con il recente passato, interrompendo quel flusso di grande ciclismo che aveva caratterizzato il territorio.
Il nuovo percorso fra tradizione e novità
Mentre il Piemonte affronta questo momentaneo digiuno, l’organizzazione della corsa a tappe più famosa d’Italia ha svelato il tracciato della sua centonovesima edizione, che disegna un percorso internazionale e al tempo stesso attento ad alcune realtà nazionali. La partenza, fatto storico, avverrà infatti in Bulgaria, proiettando la manifestazione ben oltre i confini italiani, per poi svilupparsi in un lungo itinerario di ventuno tappe che, dopo aver superato un dislivello complessivo di quasi cinquantamila metri, si concluderà a Roma. Un percorso, come si evince dai dettagli diffusi, che mira a coniugare la spettacolarità delle grandi salite con l’esigenza di toccare nuovi mercati.
Il ritorno in Liguria e la festa a Milano
Fra le regioni italiane chiamate a giocare un ruolo di primo piano nel 2026 spicca la Liguria, che dopo l’ultima presenza nel 2024 tornerà ad ospitare il Giro con la medesima formula di allora: un arrivo e una partenza di tappa, rispettivamente a Chiavari e a Imperia. I sopralluoghi tecnici, già avviati, confermano l’intenzione di coinvolgere l’intero territorio regionale, offrendo agli appassionati delle quattro province numerose occasioni d’incontro con i protagonisti della due ruote. Contemporaneamente, Milano si prepara ad accogliere la corsa il 24 maggio con un circuito cittadino, soluzione che, come ha spiegato il sindaco Giuseppe Sala, permetterà al pubblico di godere appieno dello spettacolo, evitando un mero passaggio veloce dei corridori.
Le montagne e il ricordo di imprese passate
Non mancheranno, naturalmente, le tappe di montagna, con il Trentino che vedrà la Corsa Rosa tornare sui percorsi della Paganella, dove, dieci anni fa, si registrò una significativa vittoria. Una scelta, questa, che lega l’edizione futura alla storia della competizione, evocando memorie di imprese passate mentre si progetta lo spettacolo futuro. L’arrivo ad Andalo e la partenza da Fai della Paganella promettono infatti di regalare, come è stato anticipato, un grande inizio d’estate, coniugando la durezza del percorso con il fascino di luoghi già teatro di episodi decisivi.




