Serena Williams, il ritorno al Queen’s dura una partita: l’infortunio della giovane Mboko chiude i giochi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’erba di Londra, che martedì aveva accolto con entusiasmo il ritorno di una delle sue regine più illustri, si è trasformata in una superficie amara per Serena Williams, costretta a fare i conti con un epilogo che sa più di beffa che di sconfitta sportiva. La 44enne campionessa, tornata in campo dopo quasi quattro anni di assenza dal circuito (l’ultimo match risaliva agli US Open del 2022) e ben 1375 giorni dall’ultima vittoria, aveva superato l’esordio nel torneo di doppio al Queen’s con una vittoria convincente, ottenuta in tandem con la giovane canadese Victoria Mboko.

Proprio quel successo, ottenuto contro le terze teste di serie Erin Routliffe e Nicole Melichar Martinez con un doppio 7-6 e 6-2, aveva riacceso i riflettori su un talento immenso, capace di chiudere il match con ace e prime vincenti che sembravano sospesi in una dimensione fuori dal tempo, come se l’oblio degli anni non avesse mai intaccato la sua potenza.

L’infortunio sul campo di singolare che ha cambiato tutto

Quell’entusiasmo, destinato a proseguire nei quarti di finale contro la canadese Leylah Fernandez e la tedesca Laura Siegemund, è però naufragato in seguito a un incidente occorso alla stessa Mboko.

La numero 9 del mondo, costretta al ritiro nel corso del match di singolare dei sedicesimi contro Karolina Pliskova, aveva subito una torsione innaturale del ginocchio sinistro scivolando sull’erba: sul punteggio di 4-3 nel secondo set (dopo un primo parziale chiuso 2-6 per la ceca), la giovane canadese ha perso l’appoggio su un diritto in controtempo, abbandonando il campo in lacrime e trascinandosi dietro un alone di preoccupazione che si è subito esteso al doppio.

A nulla è valsa la speranza che si trattasse di un forfait limitato al singolare; gli accertamenti medici hanno infatti imposto un riposo totale, costringendo Mboko a rinunciare anche al match in programma giovedì sera, lasciando così Serena Williams senza compagna e con un palcoscenico che si è improvvisamente spento.

Un’assenza che pesa e la strada verso Berlino

La Williams, che dopo tredici anni di assenza dal torneo londinese aveva scelto proprio la diciannovenne canadese come partner per questa avventura, si è quindi vista negare la possibilità di calcare nuovamente il campo nell’Andy Murray Arena, dove la folla l’aveva acclamata solo 48 ore prima. Il meccanismo del torneo, spietato nella sua logica, prevede che il ritiro di una delle due tenniste comporti l’abbandono dell’intera coppia; di conseguenza, Fernandez e Siegemund avanzano direttamente in semifinale senza dover scendere in campo.

Nonostante la doccia fredda, però, il progetto di rientro della statunitense non si ferma qui: programmi già stabiliti la vedranno impegnata la prossima settimana a Berlino, in un altro torneo di doppio, dove sarà interessante capire chi verrà scelta come nuova compagna per proseguire questo viaggio sul rosso e sull’erba in vista di un possibile, quanto leggendario, ritorno a Wimbledon.

Addio temporaneo al Queen’s e attesa per Wimbledon

La tensione accumulata durante il match di esordio, nel quale Williams aveva alternato momenti di pura classe (quella che le ha regalato 23 titoli Slam) a comprensibili segni di ruggine, rimane quindi ferma a un’ora e mezza di gioco effettivo. La stessa statunitense, commentando a caldo la sua prestazione, si era concessa una “sufficienza risicata”, consapevole delle difficoltà insite nel tornare a competere su una superficie, l’erba, che non perdona esitazioni.

Mentre il dolore al ginocchio della giovane Mboko getta un’ombra anche sulla sua partecipazione ai Championships (i dubbi sulla presenza della canadese a fine mese sono già concreti), Serena Williams volge lo sguardo avanti: la capitale tedesca rappresenterà il prossimo test, il laboratorio dove verificare se i muscoli e la mente siano pronti per reggere l’urto dei grandi palcoscenici, lasciando intravedere un futuro in cui il doppio potrebbe essere la chiave per riabbracciare il tennis che conta.

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