Le borse europee resistono alle minacce di Trump, Milano chiude in rialzo nonostante le tensioni
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Redazione Economia
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Nonostante le nuove minacce di dazi al 35% lanciate da Donald Trump contro l’Europa, i mercati del Vecchio Continente hanno reagito con relativa tranquillità, confermando una certa resilienza di fronte alle incertezze geopolitiche. Lo Stoxx 600, l’indice di riferimento per l’area, ha guadagnato mezzo punto, trainato soprattutto dai settori tech ed energia, mentre Wall Street ha aperto in territorio positivo, sostenendo gli umori delle piazze europee.
Milano, dopo una seduta volatile, ha chiuso con un +0,25%, allineandosi a Parigi (+0,24%), mentre Francoforte ha fatto meglio, salendo dello 0,78%. Lo spread, in saliscendi, non ha mostrato particolari scossoni, segno che – almeno per ora – gli investitori sembrano aver già parzialmente scontato le possibili ripercussioni delle politiche protezionistiche annunciate dalla Casa Bianca.
Le banche, tuttavia, hanno registrato un andamento contrastato, con alcuni titoli in negativo per effetto di prese di beneficio dopo i rialzi delle sessioni precedenti. L’attenzione è ora rivolta ai prossimi bilanci, in particolare quelli di Bpm e Popolare di Sondrio, che potrebbero fornire ulteriori indicazioni sulla solidità del settore.
L’indice FTSE MIB, intorno alle 15:50, segnava 40.802 punti, con un incremento dello 0,26%, mentre le proiezioni tecniche indicavano una possibile prosecuzione del trend positivo, con resistenze poste a 40.926 e 41.201 punti. Sul fronte delle materie prime, il petrolio ha invece perso terreno, allentando parzialmente la pressione inflazionistica.




