Mais e grano ai massimi pluriennali: cosa spinge i prezzi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mais e grano hanno chiuso la settimana sui livelli più elevati da oltre tre anni, riportando al centro dell’attenzione i prezzi dei cereali dopo mesi segnati da una relativa abbondanza delle scorte. A sostenere il movimento sono fattori diversi ma convergenti: un’offerta diventata più incerta, condizioni meteorologiche sfavorevoli e nuove tensioni geopolitiche. Il rialzo interessa entrambi i mercati, ma mais e grano non stanno seguendo esattamente la stessa dinamica. Sul frumento, in particolare, torna a pesare con forza la situazione nel Mar Nero, dove il conflitto tra Russia e Ucraina coinvolge porti, navi e infrastrutture strategiche per il commercio dei cereali.

Mais e grano salgono mentre torna l’incertezza sull’offerta

Il rally dei cereali arriva dopo una fase nella quale la disponibilità di scorte aveva contribuito a ridurre la pressione sui mercati agricoli. Il quadro è cambiato con il ritorno di elementi capaci di rendere meno prevedibile l’offerta, dalle condizioni meteorologiche sfavorevoli alle tensioni legate alla guerra. È questa combinazione ad aver spinto mais e grano verso i massimi pluriennali, anche se le ragioni del rialzo non coincidono completamente per le due materie prime. La nuova fase ha così riacceso l’interesse degli investitori per un comparto che negli ultimi mesi era stato caratterizzato da condizioni relativamente più distese sul fronte delle disponibilità.

Per il grano, uno dei fattori centrali è nuovamente il Mar Nero, rotta commerciale vitale per il trasporto dei cereali. Russia e Ucraina continuano a colpire porti, navi e infrastrutture considerate strategiche per gli scambi, aumentando il rischio di nuove difficoltà per le esportazioni. Il possibile blocco della regione alimenta timori anche nell’Unione europea, dove cresce la preoccupazione che l’evoluzione della guerra possa produrre conseguenze a cascata sulla sicurezza alimentare. Durante una riunione dei ministri degli Esteri dell’UE in Irlanda sono emersi appelli a un cessate il fuoco immediato nella regione, mentre l’attenzione si è concentrata sugli effetti degli attacchi contro le navi che trasportano cereali.

Il Mar Nero torna al centro della guerra del grano

L’Alta rappresentante dell’UE Kaja Kallas ha avvertito che gli attacchi russi nel Mar Nero contro le navi cariche di cereali potrebbero provocare un nuovo shock globale per la sicurezza alimentare. Il timore europeo riguarda quindi non soltanto il funzionamento di una rotta essenziale per il commercio, ma anche le possibili conseguenze più ampie di un’interruzione prolungata. Nel materiale disponibile viene indicato anche il rischio di una crisi alimentare accompagnata da nuove ondate migratorie. La tensione sul Mar Nero torna così a intrecciarsi direttamente con l’andamento delle quotazioni, mentre la guerra continua a coinvolgere punti cruciali della logistica cerealicola.

Il movimento dei prezzi del grano mostra già una crescita significativa. La quotazione internazionale è salita del 45% negli ultimi dodici mesi e del 10% nell’ultimo mese. In Europa, il frumento tenero ha guadagnato il 17,8% dall’inizio dell’anno, raggiungendo 7,67 dollari per bushel, valore indicato come il più alto dal luglio 2023. Sono numeri che riflettono il ritorno della pressione sul mercato proprio mentre il Mar Nero torna a essere uno dei principali punti di attenzione. Le difficoltà legate alla sicurezza delle rotte e delle infrastrutture si sommano quindi agli altri fattori che stanno sostenendo i cereali sui livelli più elevati degli ultimi anni.

Porti, navi e infrastrutture aumentano la pressione sul frumento

La situazione dei porti ucraini rappresenta uno degli aspetti più concreti della nuova fase di tensione. Odessa resta un nodo commerciale centrale, con lavoratori, controlli doganali e attività portuali che continuano in un contesto segnato dalla guerra, mentre il commercio dei cereali deve confrontarsi con il rischio di attacchi e interruzioni. Il riferimento al grano che marcisce evidenzia inoltre le difficoltà che possono emergere quando il prodotto non riesce a muoversi regolarmente lungo le rotte previste. Ogni problema che coinvolge banchine, navi o collegamenti commerciali aggiunge incertezza a un mercato già sostenuto da condizioni meteorologiche sfavorevoli e da un’offerta meno sicura.

Il rialzo di mais e grano nasce quindi da pressioni che si sovrappongono senza essere identiche. Entrambi hanno raggiunto livelli che non si vedevano da oltre tre anni, ma sul frumento il peso della guerra e del Mar Nero emerge in modo particolarmente evidente, insieme alla crescita già registrata dalle quotazioni internazionali ed europee. Gli attacchi alle infrastrutture per il commercio dei cereali, i timori per un nuovo blocco della rotta e le preoccupazioni espresse nell’UE hanno riportato il tema della sicurezza alimentare al centro del mercato. Parallelamente, l’incertezza dell’offerta e le condizioni meteorologiche sfavorevoli continuano a sostenere il movimento generale dei prezzi agricoli.

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