Lavrov attacca Meloni e Stubb: “Appelli al cessate il fuoco? Solo per far tempo a Kiev”

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha respinto al mittente le recenti aperture diplomatiche provenienti da Roma e Helsinki, bollandole come manovre pretestuose per concedere ossigeno al governo ucraino.

In un'intervista rilasciata all'analista statunitense Andrew Napolitano e andata in onda sul programma "Il grande gioco" della televisione russa, il capo della diplomazia di Mosca ha sostenuto che le richieste di cessate il fuoco avanzate dalla premier italiana Giorgia Meloni e dal presidente finlandese Alexander Stubb non mirerebbero affatto a una pacificazione, ma celerebbero l'intenzione di rallentare l'avanzata russa. Le dichiarazioni, riprese dall'agenzia Tass e dal ministero degli Esteri di Mosca, segnano un ulteriore inasprimento del confronto verbale tra la Russia e i leader europei.

La lettura di Mosca sulle trattative

Secondo la ricostruzione offerta da Lavrov, gli appelli al cessate il fuoco provenienti da alcuni Paesi occidentali rappresenterebbero uno strumento tattico per consentire a Kiev di riorganizzare le proprie linee difensive e ricevere nuovi rifornimenti militari. Il ministro ha citato esplicitamente i nomi dei due leader, accusandoli di non perseguire una reale soluzione negoziale, bensì di assecondare quella che Mosca definisce una "strategia dilatoria" orchestrata dagli alleati di Volodymyr Zelensky.

L'intervento si inserisce in un quadro di crescenti tensioni diplomatiche, dove la Russia continua a respingere qualsiasi ipotesi di congelamento del conflitto che non tenga conto delle proprie condizioni, a cominciare dal riconoscimento dei territori annessi.

Le parole di Putin e l'avvertimento all'Europa

Nel corso dello stesso intervento televisivo, Lavrov ha rievocato le ripetute dichiarazioni del presidente Vladimir Putin, citando un monito che il capo del Cremlino avrebbe più volte rivolto ai Paesi del Vecchio Continente. "Se questi discorsi significano che state preparando un attacco contro di noi, vi assicuro che la guerra sarà completamente diversa e molto breve", ha affermato il ministro, ricalcando le parole del presidente russo.

Lavrov ha poi aggiunto che Mosca "non ha intenzione di attaccare nessuno", definendo "sciocchezze" e "idiozie" le preoccupazioni occidentali circa una possibile offensiva russa oltre i confini attuali, e invitando i governi europei a "ricordare" gli avvertimenti di Putin per evitare conseguenze gravi.

Reazioni e contesto politico

Le accuse di Lavrov giungono in un momento delicato per il fronte occidentale, dove il sostegno militare ed economico all'Ucraina inizia a mostrare crepe, mentre Mosca intensifica la pressione sul terreno. Le dichiarazioni del ministro rappresentano l'ennesimo tentativo di delegittimare le iniziative diplomatiche degli alleati di Kiev, presentandole come manovre ipocrite.

Il riferimento al "guadagnare tempo", in particolare, mira a gettare ombre sulle intenzioni di figure istituzionali come Meloni e Stubb, che nelle scorse settimane avevano caldeggiato una pausa dei combattimenti per favorire l'avvio di trattative.

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