Lavrov: "Presto una bozza di accordo a Kiev dopo lo scambio di prigionieri"
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Redazione Esteri
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Mentre si conclude la prima fase del più ampio scambio di prigionieri dall’inizio della guerra, con 390 persone restituite a ciascuna delle due parti, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha annunciato che Mosca presenterà all’Ucraina una proposta formale per un accordo di pace. "Stiamo ultimando il documento", ha precisato, sottolineando che l’obiettivo è raggiungere una soluzione "sostenibile e globale".
La dichiarazione arriva nello stesso giorno in cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato l’avvio dell’operazione, concordata durante i negoziati di Istanbul, che prevede il rilascio di un totale di mille prigionieri per parte. Un passo significativo, che però non sembra aver attenuato le divergenze tra i due paesi. Lavrov, da parte sua, ha giudicato "irrealistico" un eventuale incontro di pace in Vaticano, escludendo di fatto il coinvolgimento della Santa Sede in un eventuale tavolo negoziale.
Le parole del capo della diplomazia russa lasciano intravedere una roadmap precisa: prima lo scambio, poi la presentazione delle condizioni. Ma quali siano questi termini non è ancora chiaro. Quel che emerge è l’intenzione di Mosca di formalizzare una proposta, anche se Kiev – che finora ha sempre ribadito l’inviolabilità dei propri confini – difficilmente accetterà concessioni territoriali. Intanto, il conflitto prosegue, mentre la trattativa sui prigionieri segna una rara intesa in un confronto altrimenti segnato da reciproche accuse.
Lo scambio, definito "storico" per il numero di persone coinvolte, rappresenta uno dei pochi spiragli in un contesto ancora dominato dalle ostilità. Resta da vedere se la bozza russa sarà il punto di partenza per un negoziato o l’ennesimo motivo di scontro. Zelensky, da parte sua, non ha ancora commentato le dichiarazioni di Lavrov, concentrandosi invece sul rimpatrio dei militari e dei civili detenuti.




