Def 2025, via libera dal Consiglio dei ministri. Pil italiano in frenata: crescita dimezzata

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Roma – Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di economia e finanza per il 2025, tracciando un quadro economico che, seppur privo di sorprese, conferma le difficoltà di un Paese in stallo. Le previsioni sul Pil, riviste al ribasso, parlano ora di una crescita dello 0,6%, ben lontana dall’1,2% stimato in precedenza. Un dato che, come ha sottolineato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, riflette l’incertezza globale e una serie di fattori interni che hanno frenato la ripresa.

Tra questi, la politica monetaria restrittiva della Bce, il ridimensionamento dei bonus edilizi – che avevano trainato il settore negli anni scorsi – e il calo della domanda internazionale, che pesa sull’export, tradizionale punto di forza del sistema produttivo italiano. A complicare lo scenario, poi, ci sono le tensioni geopolitiche e l’annuncio di nuovi dazi statunitensi, destinati a incidere per lo 0,3% sulla crescita del 2025. «L’elevato grado di incertezza sulle politiche tariffarie globali», si legge nel Def, «potrà avere ripercussioni già a partire dal secondo trimestre».

Il documento, trasmesso in serata alle Camere, delinea un’Italia in affanno, dove le criticità strutturali – dalla debolezza degli investimenti alla mancanza di riforme incisive – si sommano a congiunture sfavorevoli. Se da un lato il governo insiste sulla necessità di mantenere la rotta, dall’altro le critiche non mancano: c’è chi, come l’associazione Sbilanciamoci, accusa l’esecutivo di subalternità agli interessi delle lobby, dall’industria bellica a quella nucleare, senza una strategia chiara per rilanciare il Paese.

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