Il governo approva il Def 2025, Giorgetti: "Scenario complesso, previsioni incerte"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Palazzo Chigi ha dato il via libera al Documento di economia e finanza (Def) per il 2025, il primo quadro ufficiale sui conti pubblici dell’anno, destinato a cambiare nome – dopo un passaggio normativo – in Documento di finanza pubblica (Dfp). La riunione del Consiglio dei ministri, durata poco meno di un’ora, ha confermato le stime già circolate nelle scorse settimane, con una crescita del Pil prevista allo 0,6% nel 2025 e allo 0,8% nei due anni successivi.

"Questo Def viene adottato in una situazione molto complessa sotto l’aspetto economico globale", ha dichiarato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, sottolineando come le incertezze internazionali rendano "complicate e difficili, persino aleatorie, le previsioni di lungo ma anche quelle di medio termine". Un tono cauto, quello del titolare del Mef, che riflette le tensioni legate ai rincari energetici, alle instabilità geopolitiche e alla stretta monetaria ancora in corso.

Il documento, che sarà trasmesso in Parlamento già domani, non si limita a tracciare il quadro macroeconomico. Tra i punti all’ordine del giorno figurano anche l’esame preliminare della riforma dello Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, le modifiche alla delega fiscale e un provvedimento sull’organizzazione del Ministero degli esteri. Scelte che, sebbene non direttamente collegate alla manovra, disegnano un’agenda governativa articolata su più fronti.

La conferenza stampa successiva all’approvazione – come confermato da fonti vicine all’esecutivo – ha offerto ulteriori dettagli tecnici, ma senza scostarsi dalla linea della prudenza. Restano da sciogliere diversi nodi, a cominciare dall’impatto delle nuove regole di bilancio Ue, il cui negoziato è ancora in corso. Quello che emerge, al netto delle dichiarazioni ufficiali, è un quadro in cui l’incertezza domina sia sulle variabili esterne sia sulla capacità di tenuta interna.

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