Caos aerei, le opposizioni chiedono a Salvini di riferire in Parlamento
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Redazione Interno
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Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini è nuovamente chiamato a rispondere in Aula dopo il blocco dei voli che sabato scorso ha paralizzato gli aeroporti del Nord, lasciando a terra migliaia di passeggeri. Partito democratico, Movimento Cinque Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra insistono per un dibattito urgente alla Camera e al Senato, denunciando l’assenza di chiarezza sulle cause del malfunzionamento che ha coinvolto oltre trecento collegamenti.
L’interruzione, durata più di due ore, ha interessato principalmente gli scali di Liguria, Lombardia e Piemonte — tra cui Genova-Sestri, Linate, Malpensa, Orio al Serio e Torino-Caselle — con ripercussioni estese fino a Firenze, Pisa, Verona e Modena. Secondo le prime stime, sarebbero almeno sessantamila i viaggiatori colpiti dai disagi, molti dei quali costretti a modificare i piani di viaggio anche nei giorni successivi.
Al centro delle polemiche c’è l’avaria tecnica che ha interrotto la trasmissione dei dati al Centro di controllo di Milano Linate, gestito da Enav. L’ente, che ha avviato un’indagine interna, punta il dito contro Tim, principale fornitore delle infrastrutture di comunicazione. La società telefonica, dal canto suo, respinge ogni accusa, sostenendo che il problema non abbia origine dalla propria rete. L’Enac, intanto, concluderà entro una settimana un dossier con i risultati delle verifiche tecniche.
Sul fronte dei risarcimenti, i passeggeri possono richiedere il rimborso del biglietto ai sensi del regolamento europeo 261/2004, ma non hanno diritto al bonus di 600 euro previsto per i ritardi imputabili alle compagnie, trattandosi — secondo queste ultime — di un caso di forza maggiore. Il Codacons, però, ha già annunciato un esposto alla procura di Milano per ipotizzare il reato di interruzione di pubblico servizio, sottolineando come simili disservizi non possano essere liquidati come semplici emergenze tecniche.




