Caldo e afa non mollano la presa, 19 città da bollino rosso: la settimana di Ferragosto sarà bollente
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Redazione Interno
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Non è bastata la tregua lampo regalata dai temporali, per quanto violenti, che hanno sferzato il Nord negli ultimi giorni. L’anticiclone africano, come un gigante addormentato che si risveglia, sta già riprendendo il controllo del meteo italiano e non intende mollare la presa, prolungando oltremodo quella che ormai può essere definita la quarta ondata di calore di questa estate 2026. Le speranze di un Ferragosto fresco, insomma, si infrangono contro le previsioni dei meteorologi, che dipingono uno scenario di caldo estremo e afa insopportabile per gran parte della prossima settimana.
A dirlo senza mezzi termini è Edoardo Ferrara, meteorologo di, il quale spiega che l’alta pressione subtropicale tornerà a espandersi con forza sul Mediterraneo e su parte dell’Europa centrale, mantenendo le temperature su valori decisamente elevati e rendendo la vita difficile a chi resterà in città.
Una settimana bollente, con picchi fino a 40 gradi
Nel dettaglio, il meteorologo prevede che nel fine settimana si perderà al più qualche grado, e solo al Nord, ma le temperature massime potranno raggiungere o superare i 33-34°C. Il vero problema, però, è rappresentato dalla prossima settimana, quando avremo ancora una volta massime diffuse fino a 36-38°C sui settori interni, con qualche picco di 40°C che non viene escluso. Qualche grado in meno, fortunatamente, si registrerà lungo le coste, complice l'azione rinfrescante delle brezze marine, ma per il resto del Paese, e in particolare per la Valle Padana, si prospettano giorni di fuoco.
Per domani, le massime sono già annunciate intorno ai 36° centigradi, ma da lunedì si assisterà a un ulteriore aumento, sino ad arrivare a 38°, sfiorando così i 40° di temperatura percepita nelle ore centrali della giornata, quando il sole è allo zenit e l'umidità trasforma l'aria in un bagno di vapore.
Lieve tregua per l'ozono, ma l'afa non concede sconti
A parziale consolazione, la ventilazione di venerdì ha contribuito a una diminuzione del livello di ozono, un gas inquinante che nelle giornate di forte irraggiamento solare può causare seri problemi respiratori. I dati rilevati dalla centralina dell’Arpa di via Fatebenfratelli mostrano una concentrazione scesa a 148 microgrammi per metro cubo d’aria, rispetto ai 170 di giovedì, un calo significativo ma che non basta certo a far tirare un sospiro di sollievo alla popolazione.
Il vero nemico, infatti, rimane l’afa, quella sensazione di oppressione che trasforma le notti in incubi e rende difficile persino respirare. Il bollettino del ministero della Salute conferma la gravità della situazione: oggi e domani saranno ben 19 le città con bollino rosso, il livello massimo di allerta per i possibili rischi sulla salute, soprattutto per gli anziani, i bambini e le persone affette da patologie croniche. Le notti tropicali, con temperature che non scendono sotto i 20-25°C, si moltiplicano, impedendo al corpo di recuperare dalle fatiche del giorno.
L'impatto sulla salute e il bilancio di una stagione rovente
Il caldo estremo e le temperature record non sono solo un problema di comfort, ma rappresentano un'autentica emergenza sanitaria pubblica. Gli esperti prevedono che l'impatto in termini di vite perse sarà pesante, e le stime parlano di un numero di decessi in più legati alle ondate di calore che potrebbe oscillare tra 5.000 e 8.000 entro la fine dell'estate, un dato che suona come un campanello d'allarme per le autorità. Si tratta, nello specifico, di una forbice che comprende tra 1.500 e 3.000 decessi aggiuntivi rispetto all'estate 2025, un incremento che testimonia come il cambiamento climatico stia rendendo questi fenomeni sempre più frequenti e letali. Mentre il Centro-Nord, nonostante l'afa, si prepara a gestire eventuali emergenze legate ai temporali, il Sud e le Isole sono invece alle prese con una siccità che non accenna a placarsi, alimentando incendi sempre più ampi e difficili da controllare, con colonne di fumo che oscurano il cielo e mettono a dura prova i vigili del fuoco e i mezzi aerei.
L'anticiclone, insomma, si espanderà di nuovo con decisione la prossima settimana, portando temperature record per mezza Europa e confermando che l’estate 2026 non ha ancora detto la sua ultima parola.
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