Proteste al porto di Ravenna, il comitato degli autotrasportatori prende le distanze dallo sciopero dei "self-convocati"
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Redazione Interno
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A Ravenna il fronte dell’autotrasporto si spacca proprio mentre il governo prova a mettere un freno alla corsa dei prezzi dei carburanti. Tre giorni di protesta, annunciati a partire da domani fino a mercoledì, hanno acceso il campanello d’allarme nel sistema logistico portuale, ma a sollevare perplessità non è tanto la protesta in sé quanto la sua natura: si tratta di uno sciopero “autoconvocato” da gruppi di lavoratori, una formula che esclude il confronto con le associazioni di categoria riconosciute. Il Comitato unitario autotrasporto, che riunisce Cna Ravenna, Confcooperative Romagna-Estense, Confartigianato Ravenna e Legacoop Romagna, ha scelto di prendere le distanze in modo netto dall’iniziativa, sottolineando come il percorso del dialogo – quello intrapreso nelle ultime settimane con istituzioni e filiera logistica – stia invece producendo risultati concreti.
Il nodo del caro gasolio e il primo segnale del governo
A livello nazionale, l’esecutivo – con Trump nuovamente alla Casa Bianca e le tensioni internazionali che influenzano i mercati energetici – ha varato un decreto che taglia temporaneamente le accise su benzina e gasolio, intervenendo con un credito d’imposta mirato per le imprese del settore. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale dopo l’incontro in Prefettura a Milano al quale ha preso parte anche l’amministratore delegato di Keropetrol, Enrico Mainardi, rappresenta secondo il Comitato “un primo segnale importante”. Eppure, come noto, l’efficacia dello sconto fiscale rischia di essere erosa da una doppia tenaglia: da un lato la speculazione, lucida e cinica, dall’altro il rialzo del prezzo del greggio sui mercati mondiali. Il ministero delle Imprese rileva un prezzo medio della benzina attestato a 1,713 euro al litro, ma il nodo del gasolio – essenziale per l’autotrasporto – resta particolarmente critico, con listini che in alcune aree geografiche faticano a recepire interamente il taglio delle accise.
La strategia del dialogo e le tensioni sul territorio
Proprio mentre il decreto carburanti cerca di stabilizzare i costi alla pompa, il Comitato unitario di Ravenna rivendica i risultati ottenuti sul piano locale. Nel corso del confronto con l’Associazione degli Spedizionieri, spiegano dalla stessa organizzazione, è emersa una convergenza sulla necessità di riconoscere l’impatto dell’aumento del gasolio con cadenza bisettimanale, un meccanismo che getta le basi per adeguamenti tariffari più equi. Alla luce di questi sviluppi, la preoccupazione espressa dal Comitato riguarda l’impatto che la protesta indetta per i prossimi giorni potrebbe avere sul funzionamento dello scalo portuale, oltre che le possibili ripercussioni economiche su un sistema produttivo già provato. A destare timore, inoltre, è il rischio di tensioni nei confronti di quei colleghi che, non riconoscendosi nella protesta, continueranno a garantire il servizio.
Le difficoltà del trasporto pubblico e la razionalizzazione delle corse
Le ripercussioni della crisi energetica non si limitano al trasporto merci. Anche il settore del trasporto pubblico locale, costretto a fare i conti con rincari che in Veneto si traducono in migliaia di euro a settimana, si trova a dover rivedere le proprie strategie. L’azienda di trasporti trevigiana Mom, per fare un esempio, ha stimato costi aggiuntivi rilevanti per gasolio e metano, scendendo a compromessi che finiscono per pesare sul servizio: la razionalizzazione delle corse e la scelta di lasciare in rimessa i mezzi più vecchi e meno efficienti diventano misure necessarie, con conseguenze dirette sulla frequenza delle partenze e, inevitabilmente, sulla mobilità dei passeggeri. A differenza dei servizi di noleggio con conducente o delle imprese private, che possono adeguare le tariffe in tempi brevi, gli autobus restano vincolati a un prezzo del biglietto che non può cambiare dall’oggi al domani.
La risposta delle autorità e il presidio sul territorio
In attesa dello sviluppo degli eventi, il Comitato unitario ha chiesto un presidio costante delle autorità locali e delle forze dell’ordine, affinché la manifestazione – qualora si svolga – possa mantenere il rispetto delle regole e della sicurezza, senza ledere la libertà di lavoro di chi sceglie di non aderire. Il CUAR ha ribadito la propria estraneità all’iniziativa, specificando che i gruppi di autoconvocati non appartengono ad alcuna associazione di categoria con la quale sia stato possibile costruire un confronto strutturato. Resta sullo sfondo, alimentata dalla guerra in corso e dalla volatilità delle materie prime, la pressione costante sui costi operativi, un’emergenza che il decreto carburanti cerca di arginare con uno strumento temporaneo, ma che il comparto considera solo il primo passo di un percorso che necessita di stabilità e prevedibilità.




