Mattia Furlani, l’oro mondiale che non ha paura di sognare i 100 metri
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Redazione Sport
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Dopo aver conquistato, a soli vent’anni, il titolo mondiale nel salto in lungo con un’impressionante misura di 8,39 metri, Mattia Furlani non nasconde le sue ambizioni, che vanno ben oltre la specialità nella quale ha appena trionfato a Tokyo. In un’intervista rilasciata a “La Gazzetta dello Sport”, l’atleta italiano – nato a Marino e cresciuto a Rieti, figlio d’arte di un ex altista e di una velocista di origini senegalesi – ha dichiarato senza mezzi termini la sua volontà di cimentarsi, in futuro, anche nella corsa dei 100 metri piani. “So quanto valgo”, ha affermato, dimostrando una sicurezza che travalica i confini di una sola disciplina.
La sua vittoria, giunta al penultimo salto in una finale di altissimo livello, non solo ha regalato all’atletica italiana il primo oro iridato nella specialità, ma ha anche suggellato l’ascesa di un nuovo campione, il più giovane della storia a conquistare questo titolo, superando un primato che apparteneva a Carl Lewis. Furlani stesso ha ammesso di ammirare, nel leggendario atleta statunitense, “quella leggerezza” che sembra essere anche una sua cifra stilistica, unita a un potere esplosivo che lo rende un fenomeno raro.
Ancora stordito dalla vittoria, l’azzurro ha confessato di aver faticato a realizzare la portata dell’impresa fino al momento culmine, quello dell’inno nazionale in medal plaza. “Non so se è reale, finché non sento l’inno non ci credo”, aveva dichiarato nella notte del trionfo, prima di salire sul gradino più alto e di abbracciare finalmente una verità che pochi, alla sua età, possono raccontare.




