Twitter-X nel mirino del fisco: 12,5 milioni di Iva non versati

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Procura di Milano ha avviato un’indagine su Twitter-X, l’ex social network oggi di proprietà di Elon Musk, per un presunto mancato versamento di 12,5 milioni di euro di Iva tra il 2016 e il 2022. La Guardia di Finanza del capoluogo lombardo, dopo aver concluso le verifiche a giugno 2024, ha contestato alla piattaforma, gestita da Twitter International UK, una dichiarazione fiscale infedele. Il fascicolo, affidato al pubblico ministero Giovanni Polizzi, segue lo stesso schema dell’inchiesta “pilota” chiusa a dicembre 2024 su Meta, che aveva portato alla luce un’evasione fiscale da 887 milioni di euro tra il 2015 e il 2021.

Il periodo in questione precede l’acquisizione di Twitter da parte di Musk, avvenuta nell’ottobre 2022, e il successivo rebranding in “X”. Nonostante la cifra contestata appaia modesta rispetto ad altri contenziosi fiscali che coinvolgono colossi tecnologici — come Google, che ha recentemente versato 323 milioni di euro —, il caso assume rilievo per il suo potenziale impatto sull’“economia dell’attenzione”, un settore in cui il valore dei dati degli utenti rappresenta una delle principali fonti di guadagno.

L’indagine milanese si concentra sul peso finanziario e fiscale di questi dati, spesso gestiti attraverso strutture societarie complesse che consentono di ridurre il carico impositivo. La Procura, infatti, contesta a Twitter International UK lo stesso meccanismo già osservato in altre inchieste: la mancata attribuzione del giusto valore economico alle attività digitali svolte in Italia, con conseguente sottrazione di risorse al fisco nazionale.

Parallelamente, l’attenzione delle autorità italiane verso le Big Tech si intensifica. Dopo Meta e Google, è ora il turno di X, che si trova a dover rispondere di una presunta evasione fiscale legata a un periodo in cui la piattaforma era ancora sotto il controllo dei precedenti proprietari. La Guardia di Finanza, nel corso delle sue verifiche, ha ricostruito i flussi finanziari e le dichiarazioni presentate, evidenziando incongruenze che hanno portato all’apertura del procedimento.

L’inchiesta, ancora in corso, non prevede al momento ulteriori sviluppi, ma rappresenta un ulteriore tassello nel più ampio contesto di controllo fiscale sulle multinazionali tecnologiche operanti in Italia. La Procura di Milano, da tempo in prima linea su questo fronte, continua a monitorare le attività delle piattaforme digitali, con l’obiettivo di garantire il rispetto delle norme tributarie e la correttezza delle dichiarazioni presentate.

Intanto, il caso di Twitter-X si inserisce in un panorama internazionale in cui le autorità fiscali di diversi Paesi stanno intensificando gli sforzi per colmare i vuoti normativi che consentono alle aziende tech di ottimizzare il pagamento delle imposte. L’Italia, con indagini come questa, si conferma tra gli Stati più attivi nel contrasto all’elusione fiscale, anche se le cifre in gioco, come nel caso di X, possono apparire ridotte rispetto ai profitti generati dalle piattaforme.

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