Mediolanum: un piano per triplicare la ricchezza e affrontare l'inverno demografico
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Redazione Economia
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Stefano Volpato, direttore commerciale di Banca Mediolanum, davanti ai consulenti finanziari riuniti a Merano, ha definito il 2025 “un anno memorabile”, un vero punto di svolta per l’istituto. Il tempo, secondo le sue parole, è maturo per un “salto dimensionale” che va ben oltre la mera gestione del risparmio. L’obiettivo dichiarato, ambizioso e con una chiara connotazione sociale, è quello di raddoppiare, e in prospettiva triplicare, la ricchezza degli italiani, affrontando al contempo quella che Volpato non esita a chiamare una responsabilità collettiva: il contrasto all’inverno demografico del Paese.
Il nodo delle pensioni e lo strumento del fondo pensione
Il cuore strategico di questa visione passa, inevitabilmente, dalla questione previdenziale. La soluzione proposta dall’istituto, come illustrato, si basa su una combinazione di strumenti che mirano a integrare quella che per molti rischia di essere una pensione pubblica insufficiente. Un pilastro fondamentale è l’utilizzo del trattamento di fine rapporto, il Tfr, da destinare interamente ai fondi pensione negoziali o aperti. A questo si aggiunge la previsione di un contributo volontario annuo, che si attesta su una cifra attorno ai cinquemila euro, un meccanismo che, nel lungo periodo, promette di sciogliere il nodo delle rendite troppo basse e di garantire una vecchiaia più serena. Un approccio che, se adottato su larga scala, potrebbe davvero modificare il panorama della sicurezza finanziaria per gli anziani di domani.
Il nuovo modello di raccolta e il ruolo dei consulenti
Parallelamente, l’architettura commerciale della banca sta evolvendo verso modelli di remunerazione sempre più legati alla qualità del servizio e alla consulenza pura. Dai dati emersi, si evince che una quota significativa, il trenta per cento della raccolta, avviene ormai con commissioni fisse (fee), una percentuale che sale fino al cinquanta per cento se si considera specificamente la gestione patrimoniale. Questo cambiamento non è solo tecnico, ma segna un passaggio culturale per la rete di consulenti, chiamati a trasformarsi da semplici venditori di prodotti a veri e propri architetti del patrimonio, figure chiave in quel processo di crescita della ricchezza che l’istituto si prefigge.
Un impegno che supera la finanza
Il tono usato dal direttore commerciale durante la plenaria di Merano è stato volutamente alto, quasi una chiamata alle armi per i suoi manager. L’invito, infatti, è stato esplicito: non è più sufficiente fare bene il proprio lavoro in senso stretto, ma occorre assumersi un impegno più profondo verso la società. Diventare “agenti di contrasto all’inverno demografico” significa riconoscere che la stabilità finanziaria delle famiglie, la pianificazione di lungo termine e la costruzione di un capitale sono precondizioni essenziali per le scelte di vita, compresa quella di avere figli. In questo quadro, Banca Mediolanum propone se stessa non solo come intermediario finanziario, ma come attore sociale con un piano concreto, basato su numeri e strumenti precisi, per incidere su due delle questioni più pressanti per il futuro del Paese: la ricchezza delle persone e il loro destino demografico.




