Xbox Game Pass, verso un abbonamento low cost con soli giochi first party?

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La strategia di Microsoft per il suo servizio in abbonamento potrebbe presto subire una nuova, significativa torsione. Mentre il settore osserva le mosse della nuova amministratore delegato di Xbox, Asha Sharma – la quale, va ricordato, ha preso le redini in un momento di transizione per il colosso di Redmond – emergono indizi sempre più concreti circa l’esistenza di un progetto volto a frammentare ulteriormente l’offerta di Game Pass. L’obiettivo dichiarato, rilanciato negli scorsi giorni da fonti vicine alla società, sarebbe quello di rendere l’ecosistema “più invitante per una platea più ampia” -2-6; e in quest’ottica, l’introduzione di un livello di accesso più economico, magari supportato da pubblicità o limitato nel catalogo, rappresenterebbe una mossa quasi obbligata, in netta controtendenza rispetto all’aumento dei prezzi che aveva caratterizzato la fine dello scorso anno.

Il codice “Triton” e i retroscena del backend

A gettare luce su quella che potrebbe essere una delle novità più rilevanti ci pensa, ancora una volta, il lavoro certosino di data mining effettuato da utenti specializzati nel monitorare i backend dei servizi Microsoft. L’utente redphx, noto per la sua attività di scouting nel Microsoft Store e nell’infrastruttura di Xbox, avrebbe infatti scovato riferimenti a un nuovo livello di abbonamento, attualmente identificato dal nome in codice “Triton”. A differenziare questa opzione dalle attuali – Essential, Premium e Ultimate – sarebbe la composizione del catalogo: stando ai dati emersi, “Triton” includerebbe esclusivamente titoli sviluppati dagli studi interni di Xbox (gli Xbox Game Studios). Una scelta, quella di limitare l’offerta ai soli first party, che avrebbe implicazioni profonde sia sul piano dei costi di gestione – venendo meno le onerose licenze per i giochi di terze parti – sia su quello del prezzo finale per il consumatore.

Un catalogo iniziale e la logica industriale della scelta

La lista di titoli pronti per questo presunto nuovo tier, così come trapelata dai database, sembra per ora orientarsi su un catalogo composto da titoli di una certa maturità. Vi si trovano, tra gli altri, Doom Eternal, Dishonored 2, Fallout 4, Gears 5, Halo 5 e The Elder Scrolls Online. Una selezione che, se confermata, suggerirebbe un’attenzione particolare alla “long tail” del catalogo Microsoft, ovvero a quei giochi che pur non essendo le novità del momento rappresentano un valore aggiunto di peso per l’utenza meno incline a spendere cifre elevate ogni mese. In quest’ottica, “Triton” si configurerebbe come un’alternativa di ingresso, pensata per catturare quei giocatori che, magari spaventati dal recente rincaro dell’abbonamento Ultimate (arrivato a costare 29,99 dollari al mese), cercano un modo per rimanere all’interno dell’ecosistema senza dover investire una somma eccessiva.

Le dichiarazioni di Asha Sharma e il cambio di rotta sui prezzi

La tempistica di queste indiscrezioni non è affatto casuale. Da quando Asha Sharma ha assunto la carica di CEO di Microsoft Gaming, subentrando a una gestione precedente, il vento sembra essere cambiato in termini di comunicazione e strategia commerciale. Le dichiarazioni rilasciate da Sharma in occasione della Game Developers Conference avevano già messo in chiaro le intenzioni: “rendere i futuri prodotti e servizi come il Game Pass più allettanti per una gamma più ampia di clienti”. Una formula che, tradotta in pratica, significa esplorare modelli di prezzo più bassi, magari introducendo un livello supportato dalla pubblicità per l’Xbox Cloud Gaming, o addirittura valutando partnership con altre piattaforme di intrattenimento come Netflix – un’ipotesi, quest’ultima, che il co-CEO della piattaforma di streaming Greg Peters ha ammesso essere stata oggetto di “discussioni informali”.

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