Wake Up Dead Man, il finale del terzo Knives Out e le intenzioni di Rian Johnson per il futuro
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Se nei primi due capitoli della saga l’attenzione si era focalizzata, rispettivamente, sulle dinamiche familiari corrotte dal denaro e sulla vacua ipocrisia dei nuovi ricchi, “Wake Up Dead Man” compie una svolta decisa verso il macabro e il metafisico, collocando Benoit Blanc, il detective interpretato da Daniel Craig, all’interno di un contesto inatteso come quello di una diocesi cattolica americana. La scelta di ambientazione, del resto, non è casuale e deriva da un approfondimento condotto dallo stesso regista Rian Johnson, il quale, per sviluppare una trama credibile e intricata, ha dichiarato di essersi confrontato direttamente con sei preti cattolici, ascoltandone le esperienze e cogliendone le sfumature.
Un mistero tra fede e delitto
Il film, disponibile sulla piattaforma Netflix, costruisce un giallo che gioca apertamente con i temi della fede e della possibile resurrezione, spingendo il celebre investigatore ad affrontare quello che viene presentato come il caso più “impossibile” della sua carriera. Il finale, del quale è bene non svelare i dettagli per non pregiudicare la visione, segue una struttura narrativa convulsa e ricca di colpi di scena, che rielabora le convenzioni del whodunit in maniera sorprendente, lasciando spesso lo spettatore senza parole per l’audacia delle sue rivelazioni. Questo approccio, che scompone e ricompone i cliché del genere, rappresenta la cifra stilistica dell’intera opera di Johnson, il quale non si limita a raccontare un delitto ma utilizza la cornice investigativa per esplorare tensioni sociali e filosofiche più profonde.
Il percorso creativo del regista
La genesi di “Wake Up Dead Man” si inserisce in un percorso creativo ben delineato, reso possibile dal grande successo ottenuto dal primo film, “Cena con delitto - Knives Out”, il quale ha garantito a Johnson la libertà di proseguire la serie prima con “Glass Onion” e poi con questo terzo capitolo. Il regista, interrogato sulle sue intenzioni future riguardo al franchise, ha ammesso di avere già in mente alcune idee per un potenziale quarto film, sebbene le abbia definite ancora molto vaghe e non ancora strutturate in una storia compiuta. Questa dichiarazione, pur nella sua genericità, indica una volontà di non considerare conclusa l’esperienza di Benoit Blanc, lasciando aperta la porta a nuove, future indagini.
Prospettive e sviluppi del franchise
L’universo narrativo creato da Rian Johnson continua dunque a espandersi, dimostrando una notevole vitalità e la capacità di rinnovarsi tematizzando di volta in volta ambientazioni e conflitti differenti. La saga, che ha come perno la figura ormai iconica di Daniel Craig, si conferma un prodotto di intrattenimento di qualità, in grado di coniugare il piacere del mistero tradizionale con una sottile analisi dei costumi contemporanei. Il lavoro sul set e la cura per la costruzione dei personaggi, uniti a dialoghi taglienti e a trame intricate, rappresentano gli elementi cardine di una formula che il pubblico ha imparato ad apprezzare e che sembra destinata a proseguire, seguendo le intuizioni del suo autore.




