Banco Bpm, utile record e dividendo più ricco: Castagna apre alla fusione con Crédit Agricole
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Redazione Economia
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Dopo lo stop al progetto di aggregazione con Monte dei Paschi di Siena, il futuro di Banco Bpm si tinge di nuovo di giallo, il colore del socio francese Crédit Agricole. È lo stesso amministratore delegato, Giuseppe Castagna, a riaprire il dossier delle nozze transalpine, durante la conference call sui risultati semestrali, gettando le basi per quella che definisce un'operazione industriale "molto solida", sebbene complessa sul piano politico e societario.
L'istituto guidato da Castagna, forte di una "profittabilità record", ha deciso di voltare pagina dopo il mancato accordo con Rocca Salimbeni, concentrandosi su una crescita autonoma che paga in termini di ritorni per gli azionisti.
I conti del primo semestre 2026 hanno superato le attese del mercato, come sottolineato dalle principali testate finanziarie, consentendo al gruppo di rivedere al rialzo le stime sia sull'utile dell'intero esercizio che sulla cedola destinata ai soci, con un'accelerazione nella politica di remunerazione che si tradurrà in un miliardo di euro in più entro la fine del piano industriale.
La svolta dopo il flop Mps: il messaggio di Castagna
La débâcle delle trattative con Monte dei Paschi, che avrebbero potuto dare vita a un nuovo polo bancario italiano di primo piano, ha lasciato spazio a una nuova prospettiva strategica. Castagna, nel commentare i risultati, ha spiegato che l'integrazione con le attività italiane del Gruppo francese, che controlla il 29,3% di Banco Bpm, è "sempre stata una possibilità" da quando il colosso d'oltralpe è entrato nel capitale. Dal punto di vista industriale, l'ad non ha dubbi sulla bontà dell'operazione, definendola "molto solida".
Il vero scoglio, tuttavia, rimane di natura politica e societaria. L'ad ha precisato che un'eventuale fusione dovrà tutelare gli interessi di tutti gli azionisti, e non solo quelli del primo socio francese, lasciando intendere che le trattative saranno complesse e dovranno rispettare le regole del mercato, senza entrare nel merito dell'eventuale posizione del governo. Questa apertura arriva a distanza di pochi giorni dalla decisione del cda di interrompere le consultazioni con Siena, non essendosi verificate le condizioni per un accordo condiviso.
I numeri da record del primo semestre 2026
La banca di Piazza Meda ha chiuso i primi sei mesi dell'anno con un utile netto adjusted che ha raggiunto il massimo storico di 1,077 miliardi di euro, segnando una crescita del 7% rispetto allo stesso periodo del 2025. L'utile netto contabile, pari a 1,06 miliardi, sconta l'effetto di una plusvalenza straordinaria di oltre 200 milioni registrata nell'anno precedente per la rivalutazione della partecipazione in Anima Holding, e risulta pertanto in calo su base annua.
Nel solo secondo trimestre, l'istituto ha superato le previsioni degli analisti, facendo segnare un utile di 581 milioni, ben al di sopra del consensus di mercato che si attestava intorno ai 531-533 milioni. Questo risultato è stato trainato da una "top line" migliore, con proventi operativi in crescita del 5,7% a 3,196 miliardi, e da un minor costo del rischio. La qualità del credito si conferma ai massimi, mentre il coefficiente patrimoniale Cet1 si attesta al solido livello del 14,4%.
Cedole più ricche e nuovo target per gli azionisti
La solidità dei conti ha permesso al management di rivedere al rialzo le guidance per l'intero 2026. L'utile netto atteso per fine anno è ora previsto superiore a 1,95 miliardi di euro, un traguardo che colloca il gruppo in anticipo rispetto alla traiettoria verso il target di 2,15 miliardi fissato per il 2027. Una performance che si riflette direttamente sulla remunerazione degli azionisti, cuore pulsante della strategia di Castagna.
L'acconto sul dividendo 2026 (che verrà pagato a novembre) è stato fissato a circa 750 milioni di euro, pari a 0,50 euro per azione, in aumento rispetto ai 700 milioni (0,46 euro) distribuiti l'anno precedente. Ancora più significativo è l'incremento del payout complessivo per l'esercizio: il dividendo per azione dovrebbe essere almeno pari a un euro, superando la precedente stima di "circa un euro".
Questa maggiore capacità distributiva, unita all'ampia disponibilità di capitale, ha portato il gruppo ad aumentare il target cumulato di remunerazione per il periodo 2024-2027 da 6 a circa 7 miliardi di euro. Oltre ai dividendi cash, la cifra includerà programmi di buyback, la cui entità sarà definita dopo il via libera delle autorità, a dimostrazione della volontà di premiare la fiducia dei propri soci in un contesto di consolidamento del settore bancario italiano.
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