Il direttore sportivo della Juventus, Marco Ottolini, intervistato da Dazn ha parlato del mercato, del rinnovo di Yildiz e della situazione di McKennie, mentre Brambati analizza il futuro di Conte e Vlahovic.

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Giornata ricca di dichiarazioni in casa Juventus, con il nuovo direttore sportivo Marco Ottolini che ha rotto gli indugi presentandosi ai microfoni di Dazn per tracciare un primo bilancio del suo insediamento e delle mosse compiute durante la finestra invernale del calciomercato. Dopo aver già vissuto quattro anni in bianconero, il dirigente ha raccontato l’emozione di un ritorno che sa di consacrazione professionale, maturata grazie agli insegnamenti raccolti in altre esperienze e alla quotidiana frequentazione di un ambiente che definisce formativo. La sua chiacchierata con l’emittente ha toccato diversi nervi scoperti della tifoseria, a cominciare dalla gestione dei giovani talenti e dalle strategie adottate per rinforzare la rosa a disposizione di Luciano Spalletti.

Uno dei temi centrali affrontati da Ottolini ha riguardato senza dubbio Kenan Yildiz, il giovane turco sul quale la società ha deciso di investire con convinzione, blindandolo con un rinnovo contrattuale che ne proietta il futuro fino al 2030. Il diretto sportivo non ha usato mezzi termini nel definirlo un talento di caratura mondiale, sottolineando come l’accordo raggiunto rappresenti non solo un premio per la crescita esponenziale del ragazzo, che lui stesso ha visto maturare giorno dopo giorno, ma anche un chiaro segnale della volontà della proprietà di trattenere i calciatori più forti per costruire attorno a loro un progetto vincente e duraturo -4.

I colpi di gennaio tra Boga, Holm e il tormentone Kolo Muani

Parlando della campagna acquisti invernale, Ottolini ha spiegato le logiche che hanno portato agli innesti di Jeremie Boga e di Holm. La volontà, ha dichiarato, era quella di innestare nella rosa caratteristiche differenti rispetto a quelle già in organico, rispondendo anche ad alcune specifiche richieste del mister. Holm, in particolare, è stato voluto per garantire maggiore fisicità alla squadra, mentre Boga, reduce da un periodo complicato vissuto lontano dai campi, è stato definito un elemento di esperienza, conoscendo perfettamente la Serie A, e dotato di quella genialità che può risultare decisiva nello spezzare l’equilibrio di una partita. Un capitolo a parte lo merita la trattativa per Randal Kolo Muani, obiettivo dichiarato già in estate. Il direttore sportivo ha confermato l’interesse per l’attaccante francese e i contatti avviati, ma ha dovuto prendere atto dell’impossibilità di concretizzare l’operazione, imputabile alla natura complessa del mercato di gennaio, dove spesso non coincidono le volontà di tutte le parti in causa. Una finestra, quella invernale, che per sua natura rende ogni negoziazione una sfida nelle combinazioni, tanto più quando si devono incastrare prestiti e volontà dei calciatori con quelle dei club proprietari dei cartellini.

Parallelamente, sul fronte delle uscite e dei contratti in scadenza, Ottolini ha gettato una luce sulla situazione di Weston McKennie. Il centrocampista statunitense, diventato un perno sotto la gestione Spalletti con numeri e prestazioni in costante crescendo, è al centro di un dialogo aperto per il prolungamento dell’accordo che lo lega alla Signora. Ne stiamo parlando, ha ammesso il dirigente, confermando la volontà della società di trattenere un giocatore rivelatosi fondamentale, nonostante attorno a lui si sia acceso l’interesse di diversi club, con il Milan che sembra essere tra i più attenti alla situazione, pronto a riportarlo in Italia ma dall’altra parte della barricata e a parametro zero, creando così una concorrenza spietata -4-6.

Il futuro di Vlahovic e le parole di Brambati

Se in casa Juventus si lavora per blindare i propri gioielli, altrettanto non si può dire con certezza per Dusan Vlahovic. L’attaccante serbo, il cui contratto si avvia verso la scadenza, è finito sotto la lente di Massimo Brambati. Intervenuto a TuttoMercatoWeb, l’ex calciatore ha ipotizzato che l’entourage del giocatore potrebbe muoversi concretamente qualora emergesse la volontà di un trasferimento all’estero, spingendo per una soluzione che possa accontentare tutte le parti. Un ragionamento, il suo, che parte dal presupposto che la situazione contrattuale del numero nove, unita al momento che sta attraversando la squadra, rende il suo futuro tutt’altro che scontato e scritto.

Sul versante Napoli, Brambati ha speso parole anche per Antonio Conte, analizzando la possibilità di una sua permanenza sulla panchina azzurra al termine della stagione. Secondo l’opinionista, la valutazione sul lavoro del tecnico non può prescindere da un quadro complessivo che includa i risultati passati e non solo l’annata corrente. Ha espresso la sensazione che Conte possa restare, ma non senza una riflessione critica sulla campagna acquisti estiva, ritenuta poco efficace e costata circa novanta milioni di euro per tre giocatori che non hanno inciso come ci si attendeva. Un mercato sbagliato che ha lasciato la squadra, per alcuni mesi, priva di elementi determinanti in tutti i reparti, costringendo l’allenatore a fare di necessità virtù in attesa che la situazione si sbloccasse -8.

Il rapporto con Spalletti e le prospettive future

Tornando all’ambiente bianconero, Ottolini ha voluto fugare ogni dubbio anche sul fronte della panchina, esprimendo piena fiducia in Luciano Spalletti. Il miglioramento della squadra, ha sottolineato, è sotto gli occhi di tutti e il lavoro del tecnico toscano e del suo staff è fonte di grande soddisfazione per la dirigenza. Un rapporto, quello tra il ds e l’allenatore, che il diretto interessato ha descritto come estremamente proficuo, ammettendo di cercare di imparare il più possibile da una figura di tale esperienza e competenza. L’intenzione, per il futuro, è quella di incontrarsi a fine stagione per programmare insieme il prosieguo, segno di una sintonia che al momento non sembra conoscere ombre e che si basa sulla convinzione reciproca di poter costruire qualcosa di importante, partendo dalle fondamenta già gettate in questi mesi. Un percorso che, per ora, non si concentrerà esclusivamente sul cercare un nuovo centravanti, ma che mirerà a uno sviluppo organico e completo della rosa.

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