West Nile, picco vicino ma niente allarme: ad Arezzo primo caso "importato"

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Mentre gli esperti confermano che l’epidemia di West Nile è entrata in una fase acuta, con un picco atteso nelle prossime settimane, i dati delle regioni più colpite – Lazio e Campania in primis – non mostrano un’impennata esponenziale dei contagi. Tra luglio e agosto 2025, i bollettini registrano una media di sei nuovi casi al giorno nel Lazio, con numeri che ricalcano quelli del 2024. «Al Nord la situazione è sotto controllo, anche se ci aspettiamo qualche caso in più», spiegano gli specialisti, sottolineando come le zanzare, spesso indicate come principale veicolo del virus, non ne siano il vero serbatoio.

Proprio dal Lazio arriva il primo caso segnalato in Toscana: un’ottantacinquenne di Latina, ricoverata in terapia sub-intensiva all’ospedale San Donato di Arezzo. La donna, che presentava febbre alta e sintomi neurologici progressivi al momento del trasferimento, è risultata positiva agli anticorpi IgM specifici per il West Nile. «Si tratta di un’infezione d’importazione – precisa la Usl 3 Toscana sud-est –, poiché la paziente, proveniente da un’area endemica, non ha avuto contatti con il territorio aretino». Le sue condizioni, definite serie, non destano preoccupazioni per la popolazione locale, essendo il caso isolato e legato a un focolaio già noto.

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