La Juventus e l’affare Brahim Diaz: un’operazione complessa tra la volontà del giocatore e le strategie del Real Madrid
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Redazione Sport
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La diagnosi, in fondo, era stata chiara sin dalla fine della passata stagione: «Ci è mancato il giocatore bravo nello stretto». Parole che Luciano Spalletti – oggi al centro di un ambizioso progetto di ricostruzione tecnica sulla panchina bianconera, succedendo a Igor Tudor con un accordo che legherà il tecnico toscano alla Juventus fino al 2026 con opzione per l’anno successivo legata alla qualificazione Champions – aveva ripetuto quasi come un mantra nelle interviste post-partita.
E se la produzione di gioco, in effetti, non era mancata, la capacità di tradurre il possesso palla in reti pesanti era risultata drammaticamente insufficiente. Da qui la necessità, per la dirigenza, di regalare al nuovo allenatore un trequartista capace di inventare l’imprevedibile; e il nome che risponde con maggiore precisione a queste caratteristiche è quello di Brahim Diaz, talento marocchino di proprietà del Real Madrid.
La strategia di mercato della Juventus e il profilo cercato da Spalletti
Non si tratta, va detto, di un semplice sondaggio estivo. Secondo le ricostruzioni più accreditate, la Juventus aveva iniziato a muoversi con largo anticipo, ben prima dell’apertura ufficiale del calciomercato, quando tra gennaio e febbraio i dirigenti avevano già individuato in Diaz il profilo ideale per aumentare la qualità sulla trequarti. Un lavoro silenzioso, condotto attraverso contatti concreti con il suo entourage, che aveva trovato in Spalletti un convinto sostenitore.
Il tecnico, che ha già avuto modo di delineare la spina dorsale della sua nuova squadra – individuando obiettivi precisi come Kim Min-jae per la difesa o Alexander Sorloth per l’attacco – considera il fantasista del Real un tassello indispensabile per risolvere il problema della scarsa incisività negli ultimi sedici metri.
La sensazione, condivisa anche da molti osservatori (tra questi il giornalista Riccardo Trevisani, che ha più volte elogiato l’attitudine tattica del giocatore), è che pochi altri calciatori possiedano quella rapidità di esecuzione e quel dribbling in spazi ristretti che servono a Spalletti per sfondare le difese chiuse delle medio-piccole.
Il nodo Real Madrid: la conferma di Florentino Pérez e il fattore Mourinho
Tuttavia, se da un lato la volontà della Juventus è chiara e l’offerta pronta – con i bianconeri disposti a offrire al marocchino un ruolo da protagonista assoluto per rilanciare un attacco che ha perso certezze e Dusan Vlahovic – dall’altro si staglia il muro della volontà del giocatore. E il punto, oggi, è proprio questo: Brahim Diaz non vuole muoversi. Secondo quanto riportato da fonti vicine alla trattativa, il calciatore classe 1999 ha le idee chiarissime: la priorità assoluta rimane il Santiago Bernabeu.
Nonostante la concorrenza spietata nel reparto offensivo dei Blancos (dove i riflettori sono puntati su stelle come Vinicius Jr. o Mbappé, e dove la possibile conferma di Nico Paz rappresenterebbe un ulteriore ostacolo), l'ex trequartista del Milan ha voglia di rimanere a Madrid. Vuole mettersi a disposizione del nuovo corso allenante, quello guidato da Josè Mourinho, e giocarsi tutte le sue carte.
Va ricordato, in questo contesto, che Florentino Pérez ha appena riconfermato la sua presidenza; una stabilità ai vertici che garantisce a Mourinho, tornato sulla panchina delle Merengues, la libertà di operare sul mercato. E mentre il tecnico portoghese sembra preferire altre soluzioni (come il rientro del giovane Paz, considerato funzionale al suo 4-2-3-1), Brahim spera di ricevere comunque le giuste garanzie e di convincere lo Special One a puntare su di lui.
L’attesa per lo sviluppo della trattativa e il rischio di un lungo stallo
Per la Juventus, dunque, la situazione si presenta come un vero e proprio rompicapo. A differenza di qualche mese fa, quando il nodo principale sembrava essere la volontà del Real Madrid di cederlo, oggi l’ostacolo più duro da superare è la resistenza del diretto interessato. La dirigenza bianconera, dal canto suo, resta alla finestra: non ha chiuso definitivamente il dossier e probabilmente continuerà a monitorare l'evolversi dei rapporti tra Mourinho e la sua rosa per tutta l'estate.
I contatti, del resto, non sono mai stati interrotti del tutto, e il club di Torino spera che l’arrivo di eventuali nuove stelle a Madrid possa convincere il giocatore a cambiare idea. Per ora, però, il messaggio che arriva dalla Spagna è inequivocabile. Nei prossimi giorni sarà fondamentale capire se Mourinho incontrerà il ragazzo per esprimergli un giudizio tecnico definitivo; in caso di bocciatura o di una gerarchia troppo stringente, le porte per un trasferimento in Serie A potrebbero riaprirsi.
Fino a quel momento, la Juventus può solo aspettare, consapevole di aver individuato l'uomo giusto per il proprio progetto ma anche di dover fare i conti con la testardaggine di un giocatore che sogna ancora di brillare sotto le stelle di Madrid.




