Maltempo in Calabria, Musumeci in visita a Melito Porto Salvo. Sbarra annuncia lo stato di emergenza nazionale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, si recherà domani a Melito Porto Salvo, località sulla costa reggina dove le violente mareggiate dei giorni scorsi, spinte dal ciclone Harry, hanno causato il crollo di un tratto del lungomare. Il suo arrivo, previsto per le undici, sarà seguito da una riunione operativa presso il Centro di Coordinamento d’ambito di protezione civile e, in seguito, da un punto stampa, prima della visita ai luoghi maggiormente colpiti, incluso il lungomare di San Lorenzo. Un sopralluogo, quello del ministro, che si concentra su uno degli episodi più visibili della devastazione portata dal maltempo in tutta la regione, la quale, dopo essere stata messa in ginocchio, attende ora la formalizzazione di misure straordinarie.

La decisione attesa del Consiglio dei ministri

Proprio in merito a tali misure, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, ha reso noto – al termine di una visita alla sala operativa della Protezione Civile regionale a Catanzaro – che lunedì il Consiglio dei ministri delibererà lo stato di emergenza nazionale per la Calabria. Una decisione, questa, che segue le richieste avanzate dalla Regione stessa, la quale ha già quantificato una prima stima dei danni, non certo lieve, ammontante a circa trecento milioni di euro. Sbarra, nel corso dell’incontro con il vicepresidente della Giunta regionale Filippo Mancuso e con il responsabile del Dipartimento di Protezione Civile Domenico Costarella, ha voluto sottolineare come “in Calabria sia stato fatto un lavoro assolutamente straordinario”, riconoscendo in tal modo l’impegno profuso sul campo durante l’emergenza.

I danni del ciclone e le prossime mosse

Il ciclone Harry, che ha imperversato con piogge torrenziali e venti fortissimi, ha lasciato un segno profondo in ampie aree del territorio calabrese, mettendo a nudo, ancora una volta, la fragilità idrogeologica di una terra spesso esposta a simili calamità. La dichiarazione dello stato di emergenza, passo amministrativo necessario e non più rinviabile, sarà il presupposto per lo stanziamento di risorse finanziarie urgenti, destinate alle operazioni di soccorso, alla rimozione delle macerie e, in una fase successiva, alla ricostruzione delle infrastrutture danneggiate. Si tratterà, com’è ovvio, di interventi complessi, che richiederanno un coordinamento stringente tra i diversi livelli di governo, da quello nazionale a quello locale.

L’impegno delle istituzioni sul territorio

Le visite istituzionali di oggi e di domani, che vedono protagonisti prima il sottosegretario Sbarra e poi il ministro Musumeci, testimoniano un’attenzione particolare alla situazione calabrese, la quale, dopo l’urgenza della prima risposta all’evento meteorologico, entra ora in una fase delicata, quella della valutazione tecnica e della programmazione degli interventi. La Protezione Civile, il cui lavoro è stato definito “straordinario”, resta in prima linea per gestire le criticità residue e per supportare le popolazioni colpite, mentre le amministrazioni locali sono chiamate a fornire dati puntuali per accelerare le procedure. La strada per il ritorno alla normalità, come dimostrano i numeri della prima stima dei danni, si prospetta lunga e costellata di sfide, a partire dalla messa in sicurezza immediata delle zone più vulnerabili.

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