Ricomincia la campagna di bombardamenti russa, mentre Mosca abbatte per errore un proprio caccia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Nella notte tra il 9 e il 10 ottobre, le forze armate russe hanno scatenato uno degli assalti più massicci dell'anno contro il sistema energetico ucraino, un'offensiva che, combinando 465 droni e 32 missili di vario tipo, ha chiarito l’intenzione di riprendere con grande intensità la campagna di bombardamenti invernali. L’operazione, la cui portata è stata definita tra le più estese del conflitto, ha incluso armamenti di alta tecnologia come i missili aereobalistici Kinzhal, alcuni dei quali diretti verso la regione di Poltava, e un consistente numero di vettori balistici e da crociera appartenenti alle famiglie Iskander e Kh. Questa ondata, che ha preso di mira in modo sistematico le infrastrutture critiche, si inserisce in una strategia di logoramento che punta a mettere in grave difficoltà la resilienza del paese, già provato da mesi di guerre e razionamenti.
Un fuoco amico in Crimea
Parallelamente all’offensiva, un episodio di fuoco amico ha coinvolto le stesse difese russe in Crimea, dove un cacciabombardiero è stato abbattuto per errore dai propri sistemi di difesa aerea mentre questi tentavano di intercettare una formazione di droni ucraini in avvicinamento. Come ha riferito il portavoce della Marina ucraina, l’aereo, colpito dai missili che avrebbero dovuto proteggere lo spazio aereo, è precipitato mentre la regione era in allerta per la minaccia dei velivoli senza pilota, un incidente che getta luce sulle possibili difficoltà di coordinamento e identificazione in scenari di battaglia sempre più complessi e saturi di mezzi differenti.
La risposta ucraina su Volgograd
Quasi in risposta speculare, un attacco di droni ucraini di notevoli proporzioni ha colpito delle infrastrutture energetiche nella regione russa di Volgograd, causando, a seguito della caduta di detriti, un vasto incendio presso la sottostazione della linea di trasmissione elettrica di Balashovskaya. Le autorità locali, confermando l’accaduto, hanno affermato che le forze di difesa aerea sono riuscite a respingere quello che è stato definito un “massiccio attacco”, sebbene i danni materiali e le fiamme dichiarate lascino intendere che alcuni dei velivoli abbiano raggiunto il loro obiettivo, mostrando una capacità di penetrazione che continua a evolversi nonostante le contromisure.
Il quadro strategico in evoluzione
Questi eventi, che si susseguono in una fase cruciale del conflitto, delineano una escalation reciproca nelle operazioni aeree e di bombardamento, dove le offensive sulle reti energetiche diventano un cardine della strategia militare di entrambe le parti. La campagna russa, riavviata con forza, e le incursioni ucraine in profondità nel territorio avversario segnano una nuova, logorante fase della guerra, caratterizzata da un’azione continuativa che mira a indebolire le capacità industriali e il morale della popolazione, senza che per il momento si intravedano spiragli di un dialogo che possa condurre a una de-escalation del confronto armato.




