Salari terziario, la piattaforma unitaria chiede 220 euro per 3 milioni di lavoratori

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno approvato la piattaforma unitaria per il rinnovo dei contratti nazionali del terziario, della distribuzione e dei servizi. L'assemblea nazionale riunita all'Auditorium della Conciliazione di Roma ha visto la partecipazione di circa 1.500 delegati, chiamati a validare un documento costruito attraverso oltre 4.000 assemblee nei luoghi di lavoro. La richiesta economica centrale è un aumento di 220 euro mensili a regime per una platea di circa 3 milioni di lavoratori, la più ampia del settore privato in Italia.

I contratti coinvolti e i tempi della trattativa

La partita riguarda quattro contratti collettivi nazionali: quello del Terziario, Distribuzione e Servizi applicato dalle imprese aderenti a Confcommercio e Confesercenti, quello della Distribuzione Moderna Organizzata con Federdistribuzione, e infine il contratto della Distribuzione Cooperativa. Tutti giungono a scadenza il 31 marzo 2027.

I sindacati hanno annunciato l'intenzione di trasmettere la piattaforma alle associazioni datoriali entro il 30 settembre, con l'obiettivo dichiarato di aprire il confronto con largo anticipo rispetto alla scadenza e scongiurare le lunghe vacanze contrattuali che hanno caratterizzato i rinnovi precedenti.

Il nodo del potere d'acquisto

Alla base della richiesta salariale c'è un dato economico preciso: negli ultimi quindici anni i salari reali del commercio hanno perso il 10,8%, un'erosione che ha progressivamente ridotto la capacità di spesa di chi lavora nel settore. La richiesta di 220 euro non è quindi finalizzata soltanto a recuperare l'inflazione accumulata, ma punta a determinare un incremento effettivo del potere d'acquisto.

Il confronto con altri comparti produttivi rende evidente la distanza: tra il 2010 e il 2025 i salari reali dei metalmeccanici sono cresciuti del 4,5%, mentre nell'industria del legno e dell'arredo l'incremento ha raggiunto il 12,4%. La piattaforma prevede inoltre un meccanismo di verifica annuale dell'andamento dei prezzi, con l'adeguamento dei minimi contrattuali in caso di perdita del potere d'acquisto.

Scatti di anzianità e maggiorazioni

Oltre all'aumento tabellare, il documento chiede di intervenire sugli scatti di anzianità, aumentandone sia il numero sia gli importi. La richiesta tiene conto dell'allungamento della vita lavorativa e della crescente permanenza nel settore, e mira a riconoscere economicamente l'esperienza e la professionalità maturate nel tempo. Un altro capitolo riguarda le maggiorazioni per il lavoro domenicale, festivo e notturno, che i sindacati vorrebbero più elevate, con l'obiettivo esplicito di portare al 30% la maggiorazione per il turno notturno.

Viene inoltre rivendicata l'introduzione di un limite massimo al numero di domeniche lavorate nell'arco dell'anno, insieme al rispetto effettivo del principio di volontarietà e a maggiori tutele per chi ha responsabilità di cura.

Part-time involontario e stabilizzazione

Il contrasto al part-time involontario rappresenta uno dei nodi più delicati del negoziato. La piattaforma chiede l'aumento dell'orario minimo garantito, regole più stringenti sull'applicazione delle clausole elastiche e il riconoscimento di un diritto al ripensamento per chi ha accettato la riduzione dell'orario. Viene rivendicata inoltre una priorità nel passaggio al tempo pieno in caso di nuove assunzioni e il consolidamento delle ore supplementari svolte in modo stabile.

Sul fronte della precarietà, i sindacati propongono la stabilizzazione dei rapporti a tempo determinato e in somministrazione, con criteri definiti per il superamento della frammentazione contrattuale che caratterizza ampie aree del settore.

Inquadramenti, welfare e digitalizzazione

La piattaforma interviene anche sulla classificazione professionale, chiedendo una revisione degli inquadramenti per adeguarli ai cambiamenti organizzativi e all'innovazione tecnologica. Digitalizzazione e intelligenza artificiale entrano così direttamente nel negoziato: la linea indicata dai sindacati è affidare alla contrattazione il compito di vigilare affinché l'automazione e la gestione algoritmica non si traducano in riduzione dell'occupazione o in un peggioramento delle condizioni di lavoro.

Sul fronte del welfare, si chiede il potenziamento dell'assistenza sanitaria integrativa e della previdenza complementare, insieme a nuove misure per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Il documento prevede inoltre il rafforzamento delle tutele per chi opera negli appalti e nel franchising, con l'introduzione di clausole sociali a garanzia della continuità occupazionale in caso di cambio di appalto.

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