Italgas, un piano da 16,5 miliardi spinge il titolo ai massimi storici
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Redazione Economia
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Italgas ha archiviato una seduta brillante in Piazza Affari, con il titolo che ha toccato la soglia record di 9,05 euro, un livello mai raggiunto da quando, nel novembre 2016, la quotazione avvenne sotto i 4 euro. Questo balzo, che supera il 3%, è la risposta immediata e concreta degli investitori all’annuncio del nuovo piano strategico 2025-2031, un programma di sviluppo la cui portata – con 16,5 miliardi di euro di investimenti previsti – ha trasmesso un inequivocabile messaggio di solidità e di ambizione. La crescita, d’altronde, non è una semplice proiezione futura, ma trova un solido fondamento nei conti dei primi nove mesi dell’anno, caratterizzati da ricavi saliti del 42,8% a 1,85 miliardi, un risultato al quale ha contribuito in maniera determinante l’acquisizione di 2i Rete Gas, operazione che ha consegnato a Italgas la leadership europea nella distribuzione del metano.
La strategia e i numeri della crescita
Il margine operativo lordo rettificato, nonostante un contesto macroeconomico complesso, ha registrato un incremento del 3%, confermando l’efficacia gestionale del gruppo. Ma è la guidance sugli utili per azione, che promette una crescita media annua composta del 10% fino al 2031, a rappresentare il fulcro della strategia finanziaria, un elemento che gli analisti hanno subito premiato. L’integrazione con 2i Rete Gas, completata esattamente un anno fa, si rivela dunque un tassello fondamentale per questo primo piano industriale post-accorpamento, il quale delinea una traiettoria di espansione di lungo periodo, basata quasi interamente sul core business regolato della distribuzione del gas.
Il nuovo fronte idrico e la digitalizzazione
Oltre al settore del gas, il gruppo ha deciso di replicare il proprio modello di successo, fondato su digitalizzazione e intelligenza artificiale, in un ambito altrettanto strategico: la gestione delle risorse idriche. Italgas, infatti, dichiara guerra alle perdite delle reti e mette sul piatto 450 milioni di euro di investimenti dedicati, con l’obiettivo preciso di dimezzare le dispersioni e di colmare il gap infrastrutturale che affligge molte regioni italiane. L’iniziativa, che prevede anche la realizzazione di tre nuovi dissalatori in Sicilia per contrastare la siccità, mira a elevare significativamente la qualità del servizio, puntando a diventare un protagonista di riferimento in un mercato dalle potenzialità immense.
Una visione di lungo termine
L’impennata delle azioni, che ormai da marzo scorso ha imboccato un rialzo ininterrotto, sembra quindi poggiare su fondamenta solide, che uniscono la robustezza del business tradizionale alla spinta innovativa dei nuovi progetti. Il maxi-piano da 16,5 miliardi, articolato in sette anni, non si limita a consolidare la posizione di leadership nel gas, ma delinea una trasformazione verso un’entità multi-utility, capace di affrontare le sfide infrastrutturali del Paese con tecnologie all’avanguardia. Gli investitori, che ne hanno apprezzato la chiarezza e la dimensione, sembrano aver compreso appieno il potenziale di un percorso di crescita così definito e ambizioso.




