Omicidio Marco Pusceddu, quattro arresti: “Pagati 15mila euro”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   L’omicidio di Marco Pusceddu sarebbe stato commesso su commissione, con un compenso di 15mila euro: a più di un anno dall’uccisione del soccorritore 51enne, i carabinieri hanno arrestato quattro persone ritenute responsabili, a vario titolo, del delitto. Pusceddu era stato ucciso il 7 agosto 2025 a Buddusò, nel Sassarese, mentre si trovava nella sede dell’associazione Intervol dove stava lavorando. L’uomo era stato raggiunto da quattro colpi di pistola al petto. Gli arresti sono stati eseguiti all’alba dell’8 settembre 2026 tra Iglesias, Nuxis e Carbonia, al termine di oltre un anno di indagini coordinate dalla Procura di Sassari.

Omicidio Marco Pusceddu, cosa emerge dalle indagini

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la persona che sparò si presentò nella sede operativa con il volto scoperto e chiese esplicitamente di Marco Pusceddu. Dopo aver esploso i colpi, si diede alla fuga attraverso le vie di Buddusò, cittadina del Monte Acuto nel nord-est della Sardegna. L’ipotesi accusatoria emersa nella fase cautelare descrive quindi un omicidio volontario premeditato che sarebbe stato pianificato e affidato a esecutori pagati 15mila euro. Il provvedimento eseguito dai carabinieri riguarda quattro persone e comprende, a vario titolo, anche le accuse di detenzione e porto illegale di armi.

L’ordinanza applicativa delle misure cautelari in carcere è stata emessa dal gip del Tribunale di Sassari su richiesta della Procura locale. Nell’operazione sono stati impegnati i militari del nucleo investigativo del comando provinciale di Sassari, della compagnia di Ozieri e della compagnia di Iglesias. Hanno inoltre fornito supporto lo squadrone eliportato “Cacciatori Sardegna”, il Nucleo cinofili di Abbasanta e l’11° Nucleo elicotteri carabinieri di Elmas. L’intervento ha interessato il Sulcis Iglesiente e ha portato all’esecuzione delle quattro misure cautelari dopo il lungo lavoro investigativo avviato in seguito all’agguato dell’agosto 2025.

I presunti mandanti e la precedente aggressione fallita

Secondo l’ipotesi accusatoria accolta dal gip del Tribunale di Sassari nella fase cautelare, dietro l’omicidio ci sarebbero stati due presunti mandanti. Si tratta dell’ex compagna di Marco Pusceddu, originaria di Iglesias, e di un collega della vittima, anche lui soccorritore del 118, originario di Carbonia e sentimentalmente legato alla donna. Gli investigatori ritengono dunque che l’uccisione non sia stata un’azione improvvisa, ma un delitto pianificato. La ricostruzione riportata negli atti colloca inoltre il progetto omicidiario dopo una precedente aggressione ai danni di Pusceddu che non aveva raggiunto l’obiettivo.

Marco Pusceddu, originario di Portoscuso, aveva 51 anni ed era impegnato come soccorritore del 118. La notte del 7 agosto 2025 si trovava nella sede dell’associazione Intervol a Buddusò quando venne raggiunto dall’uomo armato. Il fatto che l’aggressore avesse chiesto direttamente di lui prima di sparare aveva indirizzato fin dall’inizio l’attenzione sulla natura mirata dell’azione. A distanza di più di un anno, l’inchiesta ha portato agli arresti e all’ipotesi di un delitto commissionato, con un compenso indicato dagli inquirenti in 15mila euro e con responsabilità contestate a quattro persone.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.