Una lite, un pretesto e poi l’aggressione con le forbici nel bagno della scuola media
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Redazione Interno
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Si ripete, ancora una volta, l’incubo delle armi tra i banchi di scuola – sebbene qui si tratti di un paio di forbici comuni – e a farne le spese, in un istituto di Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa, è stata una ragazzina di appena dodici anni, raggiunta al collo da una coetanea al culmine di una lite. L’episodio, che ha riacceso l’attenzione sulla violenza tra giovanissimi, è accaduto nella mattinata del 10 aprile 2026, durante l’orario di lezione; nello specifico, secondo una prima ricostruzione ancora al vaglio delle autorità, l’aggressione sarebbe avvenuta al termine dell’ora di educazione fisica, quando la maggior parte degli studenti si trovava ancora in palestra o negli spogliatoi. La dinamica, per quanto frammentaria, delinea un gesto tutt’altro che impulsivo: la dodicenne avrebbe attirato la compagna nel bagno con un pretesto – forse un messaggio, forse una richiesta di aiuto – per poi aggredirla con un paio di forbici, verosimilmente quelle utilizzate per i lavori manuali o per il ritaglio di materiali didattici.
Un bagno come scenario, un collo come bersaglio
La violenza è esplosa lontano dagli occhi dei docenti, nel bagno dell’istituto, uno di quegli spazi che durante la ricreazione o tra un’ora e l’altra restano spesso priv privi di sorveglianza diretta. Secondo le fonti che hanno raccolto le prime testimonianze – tra cui l’agenzia Ansa e la partnership con Rainews – la ragazzina ferita è stata subito soccorsa dai professori e dal personale scolastico, che hanno chiamato i soccorsi. Il coltello, per così dire, era in realtà un paio di forbici dalla punta non necessariamente affilata, ma sufficiente a procurare una ferita al collo: un taglio che, per fortuna, non ha compromesso strutture vitali. La giovane vittima è stata trasportata in ospedale, dove è stata ricoverata in condizioni definite non gravi; nessuna prognosi riservata, nessuna emorragia incontrollabile, ma l’allarme – sociale oltre che sanitario – resta altissimo.
La lite in palestra e il passaggio decisivo
Sembra che tutto sia nato da una discussione accesa tra le due dodicenni, avvenuta proprio in palestra durante l’ora di educazione fisica. I compagni di classe, ascoltati informalmente dagli inquirenti, avrebbero riferito di un battibecco cresciuto di intensità, fatto di sguardi, parole sussurrate e poi alzate di voce. La scuola media di Castelfranco di Sotto, un comune del pisano che non ha mai fatto i conti con episodi simili, si trova ora a gestire una ferita che è insieme fisica e simbolica: le forbici, oggetto scolastico per eccellenza, sono diventate l’arma di una rivalsa tra ragazzine che, probabilmente, non avevano altra via d’uscita se non quella della prevaricazione diretta. Non ci sono, al momento, elementi che facciano pensare a un bullismo strutturato o a una premeditazione di lungo corso; piuttosto, sembra trattarsi di un’esplosione improvvisa ma comunque preparata dal pretesto – attirare l’altra nel bagno – e dall’uso consapevole di un oggetto tagliente.
Il ricovero e le indagini in corso
La ragazzina ferita rimane in ospedale, dove i medici ne hanno comunque disposto l’osservazione per scongiurare infezioni o complicazioni secondarie; la sua famiglia è stata ascoltata dai carabinieri, che hanno avviato un’inchiesta senza però al momento ipotizzare reati specifici oltre a quelli di lesioni aggravate – si vedrà se la procura per i minorenni chiederà la sospensione della responsabilità genitoriale o un percorso di sostegno. L’altra dodicenne, quella che ha impugnato le forbici, è stata identificata e ascoltata alla presenza dei suoi genitori; nessuna misura restrittiva, per ovvi motivi d’età, ma il suo futuro scolastico appare ora appeso a un filo: potrebbe essere trasferita in un altro istituto o seguire un programma di educazione alla legalità. Intanto, nella scuola media di Castelfranco di Sotto, si torna in classe con un’assenza pesante – quella della normalità – e con la consapevolezza che un paio di forbici, in mano sbagliata, può diventare più di un semplice utensile.




