Zelensky incontra Trump a Davos mentre un negoziato trilaterale prende forma

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre il conflitto continua a mietere vittime e a segnare il territorio, la diplomazia tenta di aprire nuovi varchi attraverso canali paralleli e apparentemente contraddittori. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha raggiunto Davos, dove ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un colloquio che, secondo indiscrezioni, si è tenuto intorno all'ora di pranzo. L’attesa, per la parte ucraina, era quella di siglare un ambizioso “piano di prosperità” dal valore di 800 miliardi di dollari, concepito insieme a Washington e alle capitali europee per la ricostruzione postbellica. Tale firma, però, non è al momento prevista, mentre restano in sospeso altre questioni spinose che coinvolgono gli americani e l’Europa, come la vicenda della Groenlandia e la costituzione di un consiglio per la pace a Gaza.

Gli incontri della delegazione ucraina in Svizzera

Oltre al faccia a faccia con Trump, la delegazione ucraina presente in Svizzera ha condotto una serie di riunioni dedicate, nelle quali ha illustrato ai partner internazionali le drammatiche conseguenze degli attacchi russi al sistema energetico nazionale. Argomenti centrali dei dialoghi sono stati lo sviluppo economico, le garanzie di sicurezza per il futuro e il complesso processo di ricostruzione che attende il paese, come riferito dal capo delegazione nei negoziati con gli Usa, Rustem Umerov. Si tratta di passaggi cruciali, che gettano le basi per ogni eventuale discussione di carattere più ampio, sebbene il percorso appaia ancora irto di ostacoli.

Il doppio binario della mediazione americana

L’amministrazione statunitense, nell’intento di accelerare i tempi di una possibile trattativa, sta muovendosi su un doppio binario che riflette la sua peculiare linea d’azione. Contemporaneamente all’incontro di Davos, infatti, l’inviato speciale Steve Witkoff – accompagnato da Jared Kushner, già figura chiave in passati negoziati in Medio Oriente – si è recato in Russia per un colloquio con Vladimir Putin. È il settimo incontro tra le parti in meno di un anno, un dato che la dice lunga sull’intensità dei contatti riservati in corso. In una delle sue tipiche esternazioni, Trump ha dichiarato al World Economic Forum che se Zelensky e Putin non giungessero alla pace “sono stupidi”, semplificando in modo brutale la complessità di una guerra che ha radici profonde.

Il vertice tecnico negli Emirati Arabi Uniti

A conferma della volontà di esplorare ogni possibile via di dialogo, è stato annunciato un incontro tecnico trilaterale tra rappresentanti di Stati Uniti, Russia e Ucraina, che si terrà negli Emirati Arabi Uniti. Zelensky ha reso nota la composizione della squadra ucraina che vi prenderà parte: oltre a Rustem Umerov, ne faranno parte il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale e difesa Kirill Budanov – figura controversa, considerata dalla Russia un terrorista ed estremista –, il primo vice capo dell’ufficio presidenziale Sergey Kislitsa e il capo della fazione parlamentare del partito di governo, David Arakhamia. Una delegazione di alto profilo, la cui formazione indica l’importanza attribuita a questo tentativo negoziale, seppur definito “tecnico”, che si aggiunge al fitto calendario diplomatico delle prossime ore.

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