La politica siciliana si "riorganizza" tra nomine e aule di giustizia
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Redazione Interno
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Una nuova lotta per la Democrazia Cristiana in Sicilia. In un contesto completamente differente, quello della politica regionale siciliana, si è consumata l’elezione di Laura Abbadessa alla presidenza della Democrazia Cristiana. La decisione, resa nota giovedì 6 novembre 2025, è stata preceduta, nel mese di giugno, dalla convocazione a Siracusa del Direttivo Regionale. In quell’occasione, come dichiarato dai segretari regionali Stefano Cirillo, Giusi Provino e Giuliano Settimo, la Abbadessa è stata eletta “per acclamazione” da un’assemblea composta da oltre un migliaio di dirigenti di partito. La nomina, stando alle parole dei suoi sostenitori, sarebbe avvenuta sulla base del merito e non di mere opportunità politiche, segnando così un possibile punto di ripartenza per il partito nell’isola.
Le scelte difensive di Cuffaro e lo stallo politico
Sempre in Sicilia, l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro ha formalizzato la scelta dei suoi nuovi legali, affidandosi a Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano. Il primo è annoverato tra i penalisti più noti nel settore dei reati contro la pubblica amministrazione, ambito in cui si è specializzato anche Montalbano, il quale, tra l’altro, fa stabilmente parte del pool difensivo dell’ex governatore ed ha seguito l’iter che ha portato al riconoscimento della riabilitazione, decisa nel 2023 dal Tribunale di Sorveglianza. Parallelamente, il presidente della Regione Renato Schifani si trova a navigare in un mare agitato da inchieste giudiziarie che, nel corso del 2025, hanno investito con forza la sua maggioranza, coinvolgendo esponenti di Lega, autonomisti, Fratelli d’Italia e, da ultimo, i neo democristiani. Questo scenario di apparente stallo, definito da alcuni come “alla messicana”, non ha però portato alle sue dimissioni, anzi, gli ha offerto l’opportunità di consolidare, per quanto possibile, la propria posizione.
Intrecci tra politica e procedimenti legali
Mentre i riflettori si accendono sul palcoscenico sportivo torinese, in Sicilia le vicende politiche e giudiziarie continuano a intrecciarsi, disegnando un quadro complesso dove le nomine, come quella della Abbadessa, e le strategie difensive, come quelle messe in campo da Cuffaro, si susseguono in un panorama frammentato. Le inchieste, che hanno minato la stabilità dell’esecutivo regionale, sembrano aver creato una situazione di precario equilibrio, dalla quale il governatore Schifani, nonostante le pressioni, è riuscito finora a non essere estromesso, gestendo una crisi che ha lasciato pochi componenti della sua compagine politicamente indenni.




