India, arrestato Abhijeet Dipke: il leader degli “scarafaggi” fermato prima della protesta a Nuova Delhi
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Redazione Esteri
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La polizia di Nuova Delhi ha fermato Abhijeet Dipke, fondatore del movimento giovanile Cockroach Janta Party, poco prima che prendesse il via la manifestazione da lui convocata contro la revisione delle liste elettorali. Il leader degli “scarafaggi” è stato bloccato mentre usciva da un’abitazione nel centro della capitale e portato via in auto dopo una breve discussione con gli agenti.
Secondo quanto riferito da un alto funzionario di polizia, Dipke è stato posto in “detenzione preventiva”, una misura che le autorità indiane utilizzano per impedire lo svolgimento di raduni non autorizzati.
Un arresto davanti alle telecamere
Le immagini diffuse dalle televisioni locali mostrano il momento in cui Dipke viene avvicinato dagli agenti all’uscita della sua residenza. È lui stesso a confermare di essere in arresto, rivolgendosi ai poliziotti con tono provocatorio. Il fermo non è un episodio isolato: nei giorni precedenti altri due esponenti di spicco del Cockroach Janta Party, Saurav Das e Ashutosh Kumar, erano stati incarcerati per aver violato un divieto di ingresso nell’area di Jantar Mantar, storico luogo di protesta della capitale, dopo aver scavalcato una recinzione con la bandiera indiana in mano.
La decisione di convocare la manifestazione nasceva proprio dalla volontà di chiedere la loro liberazione.
La battaglia sulle liste elettorali
Al centro della mobilitazione c’è la cosiddetta Special Intensive Revision, un’operazione di verifica e aggiornamento dei registri elettorali avviata nel 2025 che, secondo i dati diffusi dalla Commissione elettorale e ripresi dai media, ha portato alla cancellazione di circa 130 milioni di nominativi.
Le autorità sostengono che si tratti di duplicati, persone decedute o elettori trasferiti, ma l’opposizione contesta la procedura e ritiene che la revisione penalizzi in modo sproporzionato le minoranze religiose e le fasce più povere della popolazione, favorendo di riflesso il Bharatiya Janata Party del primo ministro Narendra Modi. La richiesta principale dei manifestanti è quella di dimissioni del presidente della Commissione elettorale, Gyanesh Kumar, accusato di aver gestito l’intero processo senza sufficienti garanzie di imparzialità.
La risposta delle autorità e il contesto politico
Il dispositivo di sicurezza messo in campo per impedire il corteo è stato imponente: migliaia di agenti e reparti paramilitari schierati nel centro della città, decine di stazioni della metropolitana chiuse e l’accesso a internet mobile sospeso in alcune zone. La manifestazione non aveva ricevuto l’autorizzazione perché la richiesta, secondo la polizia, era stata presentata in ritardo.
Il Cockroach Janta Party è nato nella primavera del 2026 come movimento satirico online, dopo che il presidente della Corte suprema indiana aveva paragonato i giovani disoccupati a degli “scarafaggi”; da allora il gruppo è cresciuto fino a diventare un soggetto capace di ottenere, nello scorso luglio, le dimissioni del ministro dell’Istruzione in seguito a uno scandalo legato alle prove di ammissione all’università.
Le reazioni e il quadro giudiziario
Il fermo di Dipke ha suscitato immediate reazioni. Il Cockroach Janta Party ha definito l’azione della polizia una “detenzione autoritaria” e ha accusato le autorità di voler decapitare la leadership della protesta prima ancora che i manifestanti raggiungessero il luogo del raduno.
Nei giorni scorsi un gruppo di ex funzionari pubblici e attivisti aveva notificato a Gyanesh Kumar un “avviso popolare di impeachment”, elencando una serie di presunte violazioni costituzionali nella conduzione della revisione elettorale, dalla modifica non autorizzata del modulo di iscrizione alle liste fino alla mancanza di collegialità nelle decisioni della Commissione.
La Commissione elettorale e il governo hanno respinto tutte le accuse, sostenendo che l’operazione di pulizia dei registri è necessaria per garantire l’integrità del voto e che le procedure si sono svolte nel rispetto della legge.
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