Diogo Jota, la salma rientra a Gondomar tra il dolore del Portogallo e del calcio mondiale
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Redazione Sport
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Alle prime luci del 4 luglio, le salme di Diogo Jota e di suo fratello André Silva hanno fatto ritorno a Gondomar, la città natale dei due giovani, stroncati da un incidente stradale avvenuto nelle ore più buie della notte tra mercoledì e giovedì. L’auto su cui viaggiavano, una Lamborghini, ha perso il controllo su un tratto isolato dell’autostrada vicino a Zamora, nel nord-ovest della Spagna, schiantandosi e prendendo fuoco. Le fiamme, divampate in pochi istanti, non hanno lasciato scampo.
Diogo Jota, attaccante del Liverpool e della nazionale portoghese, era reduce da un periodo complicato sul piano fisico. Come riportato da Sky Sport, il calciatore aveva rinunciato al volo verso l’Inghilterra a causa di un problema ai polmoni, per il quale avrebbe dovuto sottoporsi a un intervento. «Aveva fatto una seduta per i problemi respiratori appena cinque ore prima dell’incidente», ha raccontato al giornale Record il fisioterapista Miguel Gonçalves, aggiungendo che Jota si sarebbe fermato a Burgos per riposare prima di riprendere il viaggio.
La notizia della morte ha scatenato un’ondata di sconcerto, non solo nel mondo del calcio ma anche tra i tifosi e chi, pur non avendolo mai conosciuto di persona, lo sentiva vicino attraverso le sue imprese in campo. Mohamed Salah, suo compagno di squadra al Liverpool, ha espresso il proprio dolore in un post su Instagram: «Sono davvero senza parole – ha scritto l’egiziano –. Difficile accettare che non ci sarà quando torneremo».




