Morto Frits Bolkestein, padre della direttiva che ha rivoluzionato i servizi in Europa

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Frits Bolkestein, l’ex commissario europeo al Mercato interno tra il 1999 e il 2004, è morto ieri all’età di 91 anni nella casa di cura Rosa Spier Huis di Laren, nei Paesi Bassi, dove risiedeva dal 2022. La notizia, confermata dalla famiglia ai media locali, chiude un capitolo importante della storia politica europea, segnato dalla sua figura controversa e dalla direttiva che porta il suo nome, la 2006/123/CE, diventata simbolo di liberalizzazione e, al contempo, di aspre polemiche.

Nato ad Amsterdam il 4 aprile 1933, Bolkestein ha attraversato diverse fasi della vita pubblica e privata: da dirigente della Royal Dutch Shell a leader del Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD), che ha guidato dal 1990 al 1998. Ma è in Europa che il suo nome ha lasciato un’impronta indelebile, soprattutto per la direttiva sulla liberalizzazione dei servizi, approvata nel 2006. Un provvedimento che, pur nato con l’obiettivo di promuovere la concorrenza e rimuovere gli ostacoli al mercato unico, ha scatenato in Italia un dibattito infuocato, in particolare riguardo alle concessioni balneari.

La direttiva Bolkestein, infatti, prevede che gli stabilimenti balneari siano messi a gara, una misura che ha innescato un braccio di ferro tra lo Stato italiano e i gestori, molti dei quali operano da decenni sulle coste del Paese. La questione, ancora irrisolta, continua a dividere politica, imprenditori e giuristi, con ricorsi e controricorsi che tengono in sospeso un settore chiave dell’economia turistica nazionale.

Nonostante le critiche, Bolkestein ha sempre difeso la sua proposta, sostenendo che la liberalizzazione fosse necessaria per modernizzare il mercato europeo e garantire pari opportunità. Durante un’audizione al Parlamento italiano, l’ex commissario aveva ribadito che la direttiva non mirava a penalizzare i piccoli imprenditori, ma a creare un sistema più trasparente e competitivo. Parole che, tuttavia, non hanno placato le proteste di chi vedeva nella norma una minaccia al proprio lavoro.

La sua eredità, dunque, rimane divisiva. Da un lato, c’è chi lo ricorda come un visionario, capace di anticipare le esigenze di un’Europa in trasformazione; dall’altro, c’è chi lo considera l’artefice di una riforma che ha generato più problemi che soluzioni. Intanto, le associazioni di categoria, come Assobalneari Italia e La Base Balneare con Donnedamare, hanno espresso cordoglio per la sua scomparsa, riconoscendo il peso storico della sua figura.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.