Calabria respinge la direttiva Bolkestein sulle concessioni balneari

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Giunta della Regione Calabria ha recentemente approvato una delibera significativa riguardante le concessioni balneari. Questa decisione ha un impatto diretto sulla gestione delle spiagge della regione, che si estendono per quasi 800 chilometri lungo le coste orientale, occidentale e meridionale.

Un piano regionale unico

Il piano regionale della Calabria, regolato da una legge regionale del 2005, stabilisce che il 70% delle spiagge può essere concesso per finalità turistico-ricreative. Questo lascia un 30% di spiagge che devono rimanere obbligatoriamente libere. Questa disposizione garantisce che ci sia sempre uno spazio disponibile per coloro che preferiscono le spiagge non attrezzate.

La direttiva Bolkestein e la sua applicazione

La direttiva Bolkestein, una normativa europea che regola le concessioni balneari, è stata respinta dalla Giunta della Regione Calabria. Questa decisione è stata presa in considerazione del fatto che l'87% delle spiagge calabresi è attualmente libero. La Giunta ha quindi deciso che la direttiva non sarà applicata in Calabria.

Prima regione in Italia

La Calabria è la prima regione in Italia a prendere una decisione di questo tipo e a formalizzarla. Questa decisione riguarda le concessioni rilasciate dai Comuni, nei quali sarà valutata l'insussistenza locale di scarsità e l'assenza di interesse transfrontaliero certo.

La Calabria ha dimostrato un forte impegno nel mantenere la maggior parte delle sue spiagge libere e accessibili, respingendo l'applicazione della direttiva Bolkestein. Questa decisione riflette l'importanza che la regione attribuisce al turismo e alla conservazione delle sue risorse naturali.

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