Caldo estremo, quattro vittime e venti città in allerta rossa: l’Italia soffoca
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Redazione Interno
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Mentre l’Italia continua a essere stretta nella morsa del caldo, il bilancio delle vittime legate all’ondata di afa sale a quattro. Ieri, malori improvvisi hanno portato alla morte di altrettante persone, confermando quanto le temperature estreme possano rivelarsi letali. Secondo l’ultimo bollettino del ministero della Salute, il picco è atteso per domani, venerdì 4 luglio, quando venti città saranno in “bollino rosso”, il livello più alto di allerta. Oggi, invece, sono diciotto i centri urbani che devono fare i conti con condizioni di emergenza, destinate a peggiorare nelle prossime ore.
A Pescara, dove il termometro non accenna a scendere, il bollino rosso è stato confermato per domani e sabato, con temperature che supereranno i 35 gradi e un’umidità asfissiante. "Condizioni ad elevato rischio", avverte il ministero, che persistono per tre o più giorni consecutivi, mettendo in pericolo non solo anziani, bambini e malati cronici, ma anche persone sane e attive. A Rieti, nonostante i temporali del 2 luglio, la situazione non migliorerà: l’allerta resterà in vigore almeno fino a sabato, con un’afa che renderà l’aria quasi irrespirabile.
Intanto, in Puglia, la Capitanata è in allerta arancione. A San Severo, la Protezione Civile ha diffuso i bollettini ministeriali, sottolineando come il “livello 2” indichi "temperature elevate con possibili effetti negativi sulla salute", specialmente per i soggetti più fragili. Ma il caldo non è l’unico problema: in Abruzzo, la grandine nel Fucino ha provocato danni tali da spingere le autorità a chiedere lo stato di calamità.




