“Salmonella nell’isola”: ritirati lotti di uova fresche, l’esperto: “rischio gastroenterite”

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La catena dei controlli, quella procedura che negli allevamenti avviene con regolarità proprio per scongiurare situazioni di pericolo per la salute, ha fatto scattare un’allerta precauzionale che ha portato al ritiro di alcuni lotti di uova fresche di categoria A. A finire nel mirino, questa volta, è uno stabilimento situato a Villacidro, la cui stessa azienda titolare del marchio – la San PietroSalis Antonella – ha provveduto a effettuare una segnalazione volontaria dopo aver rilevato la possibile presenza di salmonella nei propri prodotti. Il ministero della Salute, con un avviso datato lunedì 23 marzo, ha ufficializzato il provvedimento di richiamo, invitando i consumatori a non consumare le uova potenzialmente contaminate e a restituirle al punto vendita, dove sarà possibile ottenere un rimborso o un cambio alla pari. Il codice identificativo da verificare sulle confezioni, quello che indica lo stabilimento di origine, è 3IT092CA019.

Un’allerta che parte dai controlli interni

È stata la stessa azienda produttrice, con sede operativa nel sud Sardegna, a innescare la procedura di sicurezza. Una segnalazione, quella partita da Villacidro, che rientra nella logica dei protocolli igienico-sanitari imposti dalle normative europee e nazionali: quando i campioni analizzati in autocontrollo danno esiti sospetti, l’obbligo per il produttore è quello di avviare immediatamente il richiamo per scongiurare qualsiasi rischio per il consumatore finale. I lotti ritirati, tutti riconducibili alla categoria A (ovvero uova fresche destinate al consumo diretto), sono stati diffusi attraverso il portale del ministero della Salute, che ha pubblicato l’avviso per estendere la portata dell’informazione. L’operazione, che non è la prima del genere nell’isola negli ultimi anni, dimostra comunque l’efficacia di un sistema di sorveglianza che, quando funziona, intercetta il pericolo prima che questo arrivi sulle tavole.

Il parere dell’esperto: sintomi e precauzioni

A fare chiarezza sui reali rischi per la salute è Sergio Uzzau, professore ordinario di microbiologia clinica all’università di Sassari, nonché figura di riferimento all’interno dell’Azienda ospedaliero universitaria. Secondo quanto spiegato dal docente, il pericolo principale associato al consumo di uova contaminate – che peraltro andrebbero sempre cotte accuratamente – è lo sviluppo di una gastroenterite acuta. I sintomi, spiega l’esperto, possono manifestarsi anche a distanza di diverse ore dall’ingestione del prodotto incriminato: febbre, dolori addominali, diarrea e vomito costituiscono il quadro clinico più frequente in caso di infezione da salmonella. Uzzau sottolinea come la popolazione più fragile, ovvero bambini, anziani e persone con deficit immunitari, sia quella maggiormente esposta al rischio di complicanze; complicanze che, nei casi più severi, possono portare alla disidratazione e, in situazioni di particolare criticità, alla necessità di un ricovero ospedaliero.

I comportamenti da adottare in casa

L’attenzione, dopo il richiamo, si concentra inevitabilmente sui comportamenti da adottare tra le mura domestiche. Gli esperti raccomandano innanzitutto di verificare con attenzione il codice stampato sul guscio delle uova acquistate: quello oggetto del provvedimento, il 3IT092CA019, corrisponde allo stabilimento di Villacidro oggetto della segnalazione. Qualora si fosse in possesso di una confezione riconducibile ai lotti ritirati, la raccomandazione è di non consumare il prodotto e di conservarlo in frigorifero – separato dagli altri alimenti – in attesa di restituirlo al punto vendita. Un’altra buona pratica, sempre valida in situazioni di questo tipo, è quella di evitare il consumo di uova crude o poco cotte, specialmente se destinate a preparazioni come maionese casalinga o tiramisù. La contaminazione da salmonella, infatti, non altera né l’odore né il sapore dell’alimento, rendendo impossibile una sua individuazione sensoriale prima dell’apertura.

Il quadro normativo e il sistema di allerta

La procedura di richiamo rientra nel più ampio sistema di allerta rapido per gli alimenti e i mangimi (RASFF), al quale l’Italia aderisce come stato membro dell’Unione europea. Sebbene in questo caso la segnalazione sia partita autonomamente dall’azienda produttrice, il ministero della Salute ha il compito di coordinare le operazioni di vigilanza e di comunicare ufficialmente il pericolo ai consumatori attraverso il proprio portale. I lotti interessati sono stati già ritirati dalla distribuzione, ma resta fondamentale l’attenzione dei singoli acquirenti che potrebbero avere ancora in dispensa le confezioni incriminate. La vicenda, concentrata nella provincia del Sud Sardegna, riaccende i riflettori sull’importanza dei controlli nelle filiere produttive locali, specialmente in un settore – quello avicolo – storicamente soggetto a criticità microbiologiche quando le condizioni igieniche non vengono mantenute con rigore assoluto. Al momento, non risultano segnalazioni ufficiali di casi di salmonellosi riconducibili ai lotti ritirati.

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