La Befana vola ancora: tradizione solida e calze colme di dolcezze per l'Epifania

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Vecchia, arcigna e con una sacca stracolma, la Befana, a bordo della sua immancabile scopa, si conferma la grande protagonista dell'ultimo giorno delle feste, quella figura folkloristica che, mentre porta via il periodo natalizio, regala ancora attimi di dolcezza. Un'indagine realizzata da AstraRicerche per Unione Italiana Food, condotta su un campione di mille genitori con figli tra i quattro e i quattordici anni, ha infatti delineato come questa tradizione occupi un posto speciale nel cuore degli italiani, resistendo imperterrita al passare del tempo. L'Epifania, con il suo immaginario fatto di calze appese al camino e di piccoli doni, si presenta dunque come un rito collettivo irrinunciabile, capace di mutare nelle forme e nei prodotti contenuti nelle calze, ma non certo nel fascino e nel significato profondo che custodisce.

I numeri di una consuetudine radicata

Lo studio "I bambini e la Befana", che ha coinvolto i genitori attraverso interviste online, ha esplorato a fondo il rapporto tra nuclei familiari e questa usanza, accertandone la diffusione capillare. La ricorrenza, che per la chiesa cattolica pone l'accento sull'adorazione dei Re Magi e per quella orientale sul battesimo di Gesù nel Giordano, mantiene una sua universalità nel significato di rivelazione, pur declinandosi in Italia in una veste del tutto peculiare. È proprio la vecchia signora, con il suo mix di burberia e generosità, a incarnare lo spirito di una festa che, sebbene non ovunque sia considerata civile, rappresenta uno dei simboli più riconoscibili dell'inverno nel nostro Paese.

Le piazze e il sapore della festa

Il legame con la tradizione si è manifestato anche nelle piazze, dove l'atmosfera festosa ha preceduto l'arrivo notturno della Befana. A Napoli, per esempio, le celebrazioni sono iniziate a mezzanotte con il consueto mercato di Piazza del Carmine, che per l'occasione ha registrato una presenza di cinquantamila persone nell'arco di tre giorni, a testimonianza di un interesse vivo e partecipato. Questi momenti di aggregazione, che fanno da cornice all'evento principale, contribuiscono a tenere viva un'usanza che va ben oltre il semplice scambio di dolciumi, radicandosi nelle consuetudini sociali e familiari.

Oltre la dolcezza: il tempo della riflessione

C'è però un aspetto più intimo e silenzioso che caratterizza il giorno successivo alla festa, quando le luci dei addobbi si spengono e resta il tempo per una necessaria riflessione. In alcune realtà, come a Manfredonia, l'Epifania segna proprio questo passaggio: il momento in cui, concluse le celebrazioni, ci si prepara al rientro nella normalità. La festa, dunque, non è solo un insieme di gesti rituali o di prodotti consumati, ma rappresenta anche una pausa calendariale che invita a un bilancio, un intervallo sospeso tra il termine di un ciclo festivo e l'inizio di un nuovo anno ordinario.

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