Triplice omicidio a Casalotti Roma: il post choc del killer
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Redazione Interno
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Il triplice omicidio a Casalotti Roma è avvenuto nel quartiere periferico della capitale e si intreccia con un post pubblicato sui social poche ore prima della strage attribuito al presunto autore. L’uomo identificato come Shahadat Hossain, 43 anni, nato in Bangladesh, è ricercato con l’accusa di aver ucciso a colpi di mannaia Kamal Uddin, la moglie Momotaj Hosne Jahan e la loro figlia di otto anni, oltre al ferimento del figlio maggiore. Le indagini coordinate dalla Procura di Roma e condotte dalla Squadra Mobile si concentrano anche sulle comunicazioni digitali precedenti ai fatti, mentre la Polizia di Stato ha diffuso la sua foto per agevolarne la localizzazione sul territorio.
L’ultimo post pubblicato prima della strage
Il contenuto diffuso sui social attribuito al presunto autore del triplice omicidio a Casalotti Roma risale alla sera del 25 giugno e contiene frasi considerate farneticanti dagli investigatori. Nel testo compare un passaggio in cui si afferma che “un uomo non muore da solo” e che la morte dovrebbe coinvolgere anche i propri cari, così da evitare sofferenze successive. Il messaggio era accompagnato da una fotografia e pubblicato poche ore prima dell’aggressione avvenuta nell’appartamento della famiglia. La sequenza temporale tra il post e la strage è uno degli elementi analizzati dagli inquirenti per ricostruire le ore precedenti ai fatti.
Il post, circolato online e poi acquisito dagli investigatori, è stato descritto come uno degli ultimi contenuti pubblicati dal profilo riconducibile a Shahadat Hossain. La sua diffusione ha attirato l’attenzione degli inquirenti anche per il tono e le espressioni utilizzate, ritenute coerenti con una fase immediatamente precedente all’azione violenta contestata. Le autorità stanno verificando la cronologia delle attività digitali e le eventuali interazioni registrate nelle stesse ore, nel tentativo di definire con maggiore precisione il contesto in cui sarebbe maturata la strage.
Le indagini della Polizia di Stato e il profilo del ricercato
Le attività investigative sul triplice omicidio a Casalotti Roma sono coordinate dalla Procura di Roma e affidate alla Squadra Mobile, che sta ricostruendo i movimenti del sospettato nelle ore successive ai fatti. La Polizia di Stato ha diffuso la fotografia e le generalità di Shahadat Hossain, nato in Bangladesh il 10 maggio 1983, invitando alla collaborazione per rintracciarlo. Nel comunicato ufficiale si sottolinea che l’operazione rientra nelle disposizioni dell’autorità giudiziaria e nella necessità di accelerare la ricerca del presunto responsabile della strage avvenuta nella periferia della capitale.
Dalle informazioni raccolte emerge che l’uomo non era titolare di permesso di soggiorno e che aveva presentato circa un anno prima una richiesta di protezione internazionale a Frosinone, ancora in fase di valutazione. Questo elemento amministrativo è stato acquisito dagli investigatori come parte del quadro personale del ricercato, insieme alla sua presenza in Italia e ai possibili spostamenti. Le forze dell’ordine stanno analizzando anche eventuali contatti e frequentazioni, mentre la diffusione dell’identikit punta a restringere l’area di ricerca sul territorio nazionale.
La famiglia coinvolta e il contesto dell’aggressione
Le vittime del triplice omicidio a Casalotti Roma sono Kamal Uddin, 40 anni, la moglie Momotaj Hosne Jahan, 38 anni, e la figlia minore di otto anni, tutti deceduti nell’abitazione in cui si è consumata l’aggressione. Nell’attacco è rimasto ferito anche il figlio ventenne della coppia, attualmente ricoverato in prognosi riservata. L’episodio si è verificato in un appartamento del quartiere periferico della capitale, dove la famiglia viveva insieme prima della violenza che ha coinvolto l’intero nucleo domestico.
Il contesto della vicenda è oggetto di ricostruzione da parte degli investigatori, che stanno raccogliendo testimonianze e elementi utili a definire la dinamica dell’ingresso nell’abitazione e le modalità dell’aggressione. La presenza del figlio sopravvissuto, seppur in condizioni critiche, rappresenta un elemento centrale per le indagini, poiché potrebbe fornire informazioni utili alla ricostruzione dei momenti precedenti e successivi alla violenza. L’intero caso resta al centro dell’attività investigativa in corso nella zona di Casalotti.




