Como, cinquina al Pisa e quarto posto blindato: la corsa Champions di Fabregas passa da un 5-0 senza appello

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il “Sinigaglia” ha assistito, nella trentesima giornata del campionato di Serie A 2025/26, a una manifestazione di forza tanto inequivocabile quanto, per chi osserva da fuori, forse persino imbarazzante per la parte lesa. Il Como 1907, spinto dall’urgenza di blindare il quarto posto prima della sosta per le Nazionali, ha letteralmente travolto il Pisa con un netto 5-0, un risultato che, a dispetto della cronaca, fotografa con crudele precisione il divario attuale tra le due formazioni. Per i padroni di casa, guidati da un Cesc Fabregas sempre più abile nel plasmare un gruppo giovane ma di sostanza, si tratta della quinta vittoria consecutiva, un filotto che proietta i lariani a +3 sulla Juventus quinta, consolidando una posizione che sa di sogno europeo. Dall’altra parte, per il Pisa di Hiljemark, la musica è drammaticamente diversa: la squadra resta ancorata al fondo della classifica, a nove lunghezze dalla salvezza, con un’agonia che sembra ormai aver perso persino la voglia di urlare.

La partita, di fatto, si è sciolta in una manciata di minuti, tradendo le aspettative di chi sperava in un match più equilibrato. Al settimo minuto, un errore banale di Moreo in fase di impostazione diventa una palla gol servita su un piatto d’argento ad Assane Diao: il senegalese, entrato in area con la consueta freddezza, infila Nicolas con un diagonale di sinistro che vale l’1. Il Pisa, sorprendentemente, prova a reagire con un tentativo dalla distanza di Tramoni che termina alto, ma è solo un fuoco di paglia. La vera doccia fredda per i toscani arriva al 29’, quando Diao, ancora lui, si procura la sfera sulla destra e la mette in mezzo: Douvikas, con la prontezza del vero opportunista d’area, anticipa Caracciolo e deposita il pallone in rete per il 2.

La prima frazione si chiude con un brivido per Fabregas, costretto a sostituire Jesus Rodriguez per infortunio, ma la ripresa si apre con la stessa musica. Al 48’, Martin Baturina – entrato proprio al posto dello spagnolo – raccoglie una respinta e dal limite dell’area scarica un rasoterra preciso che non dà scampo al portiere ospite, firmando il 3-0 e chiudendo di fatto ogni discorso. Il Pisa, inermi, prova a tenere la testa a galla con qualche incursione, ma trova solo due gol annullati per fuorigioco a Stojilkovic e Meister, episodi che certificano ulteriormente una giornata storta. Nel finale, il Como si è concesso il lusso di calare il poker con una splendida conclusione di Nico Paz su assist di Moreno (75’) e il definitivo 5-0 di Maximo Perrone, che ha chiuso la contesa con un facile tap-in dopo una galoppata di Kuhn (81’).

Le scelte tattiche e il peso del mercato nel dominio lariano

Analizzando la disamina tecnica, il match ha messo in luce non solo il momento di forma stellare del Como, ma anche le fragilità tattiche su cui Hiljemark dovrà lavorare – se ancora in tempo – per tentare un’impresa-salvezza ormai ai limiti del possibile. Lo schieramento del tecnico svedese, che pure aveva sorpreso nelle precedenti uscite con novità come il rientro di Albiol dal primo minuto e l’impiego di Akinsanmiro in mediana, è crollato sotto il peso della qualità e dell’intensità avversaria. La difesa a tre, composta da Albiol, Caracciolo e Canestrelli, è apparsa lenta e costantemente in affanno di fronte alla mobilità di Diao e Douvikas, costringendo spesso i centrocampisti Loyola e Hojholt a rincorrere senza mai trovare il giusto equilibrio.

Al contrario, Fabregas ha potuto godere di una serata di grazia per i suoi interpreti principali. Perrone, da regista basso, ha dettato i tempi con una pulizia chirurgica, mentre la coppia d’attacco formata da Diao e Douvikas ha seminato il panico nella retroguardia ospite. A ciò si aggiunge la variabile delle sostituzioni: l’ingresso di Baturina, costretto dall’infortunio ma subito decisivo, e quello di Nico Paz, hanno dimostrato la profondità di una rosa costruita per ambire a traguardi importanti. Una rosa, quella lariana, che proprio per l’assenza di un vincolo di sviluppo interno (basti pensare che il minutaggio riservato ai calciatori italiani è ridotto al lumicino) ha potuto pescare a piene mani da un mercato internazionale, costruendo una squadra dall’identità spiccata e dai muscoli finanziari robusti, capaci di reggere il confronto con le grandi del campionato senza timori reverenziali.

La classifica che parla chiaro: è corsa a tre per la Champions

Con questo successo, il Como sale a quota 57 punti, issandosi in quarta posizione con un margine di tre lunghezze sulla Juventus e di sei sul Roma, sebbene i giallorossi abbiano una partita da recuperare. I numeri, in questo caso, raccontano di un’impresa sportiva che va oltre il risultato di giornata: si tratta del miglior piazzamento storico per i lariani nell’era dei tre punti a vittoria, a conferma di un progetto che, partito dalla Serie B, ha scalato le vette con una progressione costante. Per il Pisa, invece, la situazione è drammatica: la sconfitta lascia i nerazzurri all’ultimo posto in classifica con soli 18 punti, a -9 dalla Cremonese, prima delle squadre salve, un abisso che a nove giornate dalla fine rischia di diventare incolmabile.

La soste per le Nazionali, che scatterà al termine di questo turno, offre ora a Fabregas l’opportunità di lavorare con la squadra in vista del rush finale, con l’obiettivo di preservare questo prezioso vantaggio. Per i toscani di Hiljemark, l’interruzione arriva forse come un’ancora di salvezza psicologica, un momento per ricaricare le pile in vista di un calendario che non lascia spazio a distrazioni. Se il Como sogna l’Europa che conta, il Pisa si aggrappa alla matematica per continuare a sperare, ma una prestazione come quella vista sul lago – priva di mordente e di carattere – getta un’ombra lunga su un futuro che appare segnato.

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