Ranucci non torna a Report: respinto il ricorso, il giudice cita la frattura interna
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Redazione Interno
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Il ricorso di Sigfrido Ranucci per tornare alla conduzione di Report è stato respinto dal Tribunale del lavoro di Roma, che ha negato il reintegro richiesto dal giornalista contro la decisione della Rai. La giudice Donatella Casari ha valutato legittima, in sede cautelare, la scelta dell’azienda di procedere con una riorganizzazione del programma dopo la rimozione del conduttore.
La motivazione del giudice sulla riorganizzazione Rai
Nel provvedimento di 30 pagine, il Tribunale ha indicato come elemento centrale la situazione interna alla redazione di Report, descritta come una “profonda frattura” tra Ranucci e la quasi totalità dei componenti della squadra. Secondo la ricostruzione contenuta nella decisione, non si sarebbe trattato di una semplice tensione temporanea, ma di un conflitto che avrebbe inciso sul normale funzionamento del gruppo di lavoro.
I giudici hanno ritenuto che l’avvicendamento alla guida della trasmissione potesse essere considerato uno strumento organizzativo per ristabilire condizioni di lavoro più equilibrate. La decisione della Rai, secondo l’ordinanza, sarebbe stata collegata alla necessità di superare il clima interno e non soltanto alla vicenda disciplinare che aveva coinvolto il giornalista.
Nella stessa pronuncia viene però riconosciuto il tema delle pressioni esterne sulla televisione pubblica. Il giudice sottolinea l’esistenza di un intento di condizionamento dei vertici Rai da parte di esponenti politici attraverso dichiarazioni pubbliche contro il programma e il suo conduttore, ma ritiene che questo elemento non sia sufficiente a dimostrare un collegamento diretto con la decisione aziendale.
La posizione di Ranucci dopo la sentenza
Dopo la decisione del Tribunale, Ranucci ha dichiarato di accettare il verdetto “serenamente”, ribadendo il rispetto per la magistratura. Il giornalista ha spiegato che la sua battaglia professionale è legata al tema dell’indipendenza dell’informazione e ha rivendicato il rapporto costruito negli anni con il pubblico.
Nel suo intervento successivo alla pronuncia, Ranucci ha ricordato le difficoltà affrontate durante la carriera, citando le numerose querele ricevute, l’attentato subito e altri provvedimenti che hanno segnato il suo percorso professionale. Secondo il giornalista, il sostegno ricevuto dalle persone rappresenta il riconoscimento del lavoro svolto con Report.
Il percorso che ha portato allo scontro con la Rai
La controversia nasce dalla decisione della Rai di rimuovere Ranucci dalla conduzione di Report alla fine di agosto. Il giornalista aveva presentato un ricorso urgente chiedendo al giudice di accertare l’illegittimità del provvedimento e di ordinare il ritorno alle funzioni di autore e conduttore della trasmissione.
Il procedimento si è inserito in un periodo caratterizzato anche dalle contestazioni disciplinari interne all’azienda e dal dibattito pubblico sul futuro del programma di inchiesta di Rai3. La sentenza ha quindi concentrato l’attenzione soprattutto sul rapporto tra esigenze organizzative della Rai e condizioni di lavoro all’interno della redazione.
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