Halzen, Nobel per la Fisica: il neutrino di Capo Passero e il sogno del Tour

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’Accademia Reale Svedese delle Scienze ha assegnato il Premio Nobel per la Fisica 2026 a Francis Halzen, professore alla University of Wisconsin-Madison, con la motivazione “per i suoi contributi decisivi all’osservatorio IceCube Neutrino e per la scoperta di neutrini ad alta energia di origine astrofisica”. Halzen, nato a Tienen, in Belgio, il 23 marzo 1944, è stato il pioniere e il principal investigator di IceCube, un rivelatore grande un chilometro cubo situato nelle profondità del ghiaccio del Polo Sud.

L’idea di utilizzare il ghiaccio antartico per tracciare i neutrini risale al 1988. Halzen immaginò di calare dei sensori in fori praticati nella calotta ghiacciata, a più di un chilometro e mezzo di profondità, per catturare i lampi di luce prodotti dalla rara interazione tra un neutrino veloce e un atomo. L’osservatorio, completato nel 2010 con un costo di 271 milioni di dollari e finanziato principalmente dalla National Science Foundation statunitense, impiega oggi una collaborazione di circa 450 ricercatori.

“Dopo un decennio e mezzo di sviluppo e un altro decennio di costruzione, non c’era garanzia che avremmo mai visto qualcosa”, ha dichiarato Halzen alla conferenza stampa del Nobel. “Molti pensavano che non ci saremmo riusciti, ma ce l’abbiamo fatta”.

Il neutrino record e il ruolo della Sicilia

Il riconoscimento a Halzen arriva in un momento in cui la fisica dei neutrini cosmici vive una stagione di risultati senza precedenti. Il 13 febbraio 2023 il rivelatore ARCA, parte del telescopio KM3NeT installato a 3.500 metri di profondità nel Mar Mediterraneo al largo di Portopalo di Capo Passero, in Sicilia, ha registrato un neutrino con un’energia stimata di circa 220 PeV, il valore più alto mai osservato per una particella di questo tipo.

L’evento, denominato KM3-230213A, è stato descritto sulla rivista Nature e ha visto la partecipazione determinante dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

La traccia rilevata da ARCA corrisponde a un muone con un’energia di circa 120 PeV, circa diecimila volte superiore a quella dei fasci di particelle prodotti dal Large Hadron Collider del CERN. Il percorso quasi orizzontale del muone ha indotto i ricercatori a concludere che la particella avesse origine da un neutrino cosmico, probabilmente proveniente da una sorgente remota al di fuori della Via Lattea.

La scoperta è stata resa possibile con solo un decimo della configurazione prevista per KM3NeT, un dato che gli scienziati hanno accolto come un segnale incoraggiante per il futuro dell’osservatorio sottomarino.

Da Torino al Tour de France

Halzen ha appreso della vittoria del Nobel mentre si trovava a Torino, dove era stato invitato a valutare le ricerche dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. «Da bambino sognavo di vincere il Tour de France, come tutti i belgi», ha raccontato. «E invece Francis Halzen ha appena vinto il premio Nobel per la Fisica». Il fisico belga ha aggiunto che Torino sarà per sempre nel suo cuore, legando la città piemontese al momento in cui ha ricevuto la notizia del riconoscimento.

La carriera di Halzen è stata segnata da una scommessa scientifica che molti colleghi giudicavano azzardata. «Questo premio riflette le persone davvero coraggiose che si sono unite a me in questo progetto, quando nessun fisico conservatore rispettabile lo avrebbe fatto», ha detto Halzen. «Ma molte persone di talento lo hanno fatto, ed è per questo che sono qui». Nel 2013, a soli due anni dall’entrata in funzione, IceCube aveva già osservato neutrini di alta energia provenienti da fuori del Sistema Solare, contribuendo a fondare il campo dell’astronomia dei neutrini.

La rete globale e il futuro multimessaggero

Il lavoro di Halzen ha gettato le basi per una nuova generazione di osservatori che utilizzano i neutrini come messaggeri delle regioni più estreme dell’universo. KM3NeT, l’osservatorio sottomarino del Mediterraneo, è considerato complementare a IceCube e opera in una regione del cielo non accessibile al rivelatore antartico. Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN, ha definito il Nobel a Halzen «un riconoscimento di grande valore per tutta la comunità della fisica del neutrino e delle astroparticelle».

Il Premio Nobel per la Fisica 2026 è il primo assegnato a un solo vincitore dal 1992. La motivazione ufficiale cita i contributi decisivi di Halzen all’osservatorio IceCube e alla scoperta di neutrini di alta energia di origine astrofisica, un risultato che ha aperto la strada all’astronomia multimessaggera, dove neutrini, fotoni e onde gravitazionali vengono combinati per studiare i fenomeni più violenti del cosmo.

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