Shai e Jokic, duello a distanza per l’Mvp: Okc batte New York, Denver doma Golden State
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Redazione Sport
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La nottata Nba che ci consegna le ultime emozioni prima della volata finale verso i play-in e i playoff, quel momento della stagione in cui ogni possesso improvvisamente acquista un peso specifico quasi insopportabile, ha visto i soliti protagonisti salire in cattedra. Da una parte Shai Gilgeous-Alexander, il canadese che non smette di stupire e che guida gli Oklahoma City Thunder – miglior record della lega, un primato che difendono con i denti – al successo per 111-100 contro i New York Knicks. Dall’altra Nikola Jokic, il serbo che con la sua consueta, disarmante, efficacia ha trascinato i Denver Nuggets al sesto trionfo consecutivo, rifilando un secco 116-93 ai Golden State Warriors. Due vittorie, due stili diversissimi ma accomunati da una stessa, schiacciante, supremazia.
A Oklahoma City, dove il pubblico del Paycom Center si è stretto attorno ai suoi campioni in carica, il copione è stato quello delle grandi serate: Gilgeous-Alexander ha confezionato l’ennesima prestazione da 30 punti, conditi da 3 rimbalzi e 4 assist, allungando a 135 la sua striscia record di gare consecutive con almeno 20 punti. Una statistica, quest’ultima, che racconta di una continuità di rendimento che rasenta l’inverosimile, anche se il suo contributo si è fatto decisivo proprio nel momento più caldo della partita. Jalen Williams, con 22 punti, ha fornito un supporto prezioso, mentre Isaiah Hartenstein ha dominato sotto le plance catturando 13 rimbalzi. I Knicks, nonostante i 32 punti di un Jalen Brunson generoso ma alla fine insufficiente, hanno dovuto inchinarsi subendo la seconda sconfitta di fila, non prima però di aver tentato il tutto per tutto: il razzo dalla lunga distanza di Josh Hart allo scadere del secondo quarto aveva portato New York a un solo punto di distanza (53-52), ma nel quarto periodo la maggiore profondità del roster di Mark Daigneault ha fatto la differenza, con l’Mvp in carica che ha chiuso ogni velleità di rimonta nel momento più concitato.
Se nella cittadina dell’Oklahoma a brillare è stata la stella del canadese, in Colorado è stato il “Joker” a mettere in scena l’ennesima lezione di basket pragmatico. Jokic ha sfiorato l’ennesima tripla doppia – conclusa con 25 punti e 15 rimbalzi – ma la sua influenza sul gioco è stata tale da rendere superflua la ricerca del dato statistico pieno. Di fronte a un avversario, Golden State, che deve fare ancora i conti con l’assenza di Stephen Curry, il centro serbo ha dettato legge, trovando in Jamal Murray (20 punti) un valido complice. La partita, dopo un primo tempo giocato punto a punto, ha subito una svolta netta nel terzo quarto: i Nuggets hanno piazzato un parziale devastante di 40-21, approfittando anche di un acceso alterco nel secondo periodo tra Jamal Murray e LJ Cryer, che aveva acceso gli animi ma non la reazione degli ospiti. Per i Warriors, ora certi di un posto nel play-in, le notizie non sono positive: Kristaps Porzingis, con 23 punti e un perfetto 5 su 5 da tre punti, ha fatto quello che poteva, ma senza il loro leader carismatico la squadra di Steve Kerr fatica a tenere il passo delle pretendenti al Titolo.
La notte di regular season ha regalato, oltre ai duelli tra i big, anche diverse altre conferme e qualche risultato pesante in ottica classifica. I Boston Celtics, infatti, hanno ufficialmente conquistato un posto nei playoff grazie al netto 114-99 inflitto agli Charlotte Hornets: Jayson Tatum, in una delle sue prove più convincenti dopo il rientro dall’infortunio, ha firmato 32 punti e 8 assist, trascinando i suoi al traguardo che conta. I Los Angeles Clippers continuano la loro risalita a Ovest, imponendosi con un perentorio 127-113 sul campo dei Milwaukee Bucks, squadra che sta vivendo una crisi nera (quarto ko consecutivo) e che ha visto i fantasmi della riorganizzazione farsi sempre più minacciosi. Dalla parte opposta della classifica, Houston ha strapazzato New Orleans 134-102 grazie a una prova sontuosa di Alperen Sengun (36 punti e 14 rimbalzi), mentre Toronto e Portland si sono concessi due larghe vittorie rispettivamente contro Orlando (139-87) e Washington (123-88), confermando che, a pochi passi dalla fine, il divario tra le squadre in corsa e quelle già proiettate verso la lottery si fa evidente e, talvolta, impietoso.
La corsa all’Mvp e il peso delle gerarchie a Ovest
A rendere ancor più affascinante questa fase della stagione, al netto dei risultati che iniziano a delineare i quadri per i post-season, è proprio il duello a distanza tra i due candidati principali al titolo di miglior giocatore. Gilgeous-Alexander, con i suoi 30 punti di media e il record di vittorie dei Thunder, rappresenta la forza della gioventù e della crescita esponenziale di una franchigia che ha già assaporato il successo. Jokic, invece, incarna la sapienza tattica e la capacità di rendere migliori tutti i compagni, un valore che i Nuggets, ora saldamente in quarta posizione a Ovest, stanno cercando di tramutare in una nuova, profonda, corsa al titolo. A pesare, in questo contesto, non sono solo i numeri individuali – che parlano chiaro – ma anche il fattore vittorie e l’impatto reale sulla squadra. Con le due stelle che si alternano sul palcoscenico, il verdetto finale si preannuncia come uno dei più incerti degli ultimi anni, mentre le rispettive squadre continuano a macinare gioco in attesa di scoprire chi, tra questi due giganti, avrà l’ultima parola.




