I migliori ristoranti d'Italia secondo il Gambero Rosso, che assegna 55 Tre Forchette
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’autunno, si sa, è ormai la ‘stagione delle guide enogastronomiche’, un periodo durante il quale gli appassionati attendono con ansia i verdetti delle classifiche più autorevoli. In questa maratona di annunci, che troverà il suo culmine con la presentazione della guida Michelin, si è appena tenuto a Roma, presso The Space Cinema Moderno, l’evento di presentazione del volume ‘Ristoranti d’Italia 2026’ curato dal celebre magazine Gambero Rosso. Una guida, questa, che non si limita a elencare indirizzi ma che si propone come un vero e proprio racconto del panorama culinario nazionale, fotografandone le evoluzioni e le eccellenze, le quali, com’è noto, rappresentano un settore trainante per l’economia del Paese.
Il prestigio delle Tre Forchette
Il riconoscimento più ambito, le Tre Forchette, è stato assegnato a cinquantacinque locali, tre in più rispetto all’edizione precedente, segnando un incremento che testimonia la vivacità del settore. Quel che bisogna sottolineare, però, è che il premio non valuta esclusivamente l’aspetto puramente gustativo dei piatti; esso, infatti, premia l’esperienza complessiva, dalla cura maniacale nella selezione delle materie prime alla professionalità del servizio in sala, passando per la gestione di una cantina che sia all’altezza e, non ultima, la capacità di saper narrare un territorio specifico attraverso la proposta gastronomica. Si tratta di un giudizio olistico, quindi, che va ben al di là della semplice esecuzione di una ricetta.
I nuovi ingressi e le conferme
Tra i cinquantacinque premiati, cinque sono i nuovi ingressi che hanno conquistato per la prima volta il massimo dei riconoscimenti: si tratta di Contrada Bricconi, Il Luogo di Aimo e Nadia, Zia, Marotta e Villa Maiella. Accanto a questi nuovi nomi, permangono conferme illustri, a dimostrazione di una qualità che si mantiene costante nel tempo. Una di queste riguarda Niko Romito, riconfermato per la nona volta tra i tre migliori chef d’Italia, un fatto che, come ha osservato il sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, lo consacra come “ambasciatore dell’eccellenza abruzzese”. A Castel di Sangro, ha aggiunto Caruso, Romito “continua dunque a scrivere la storia della gastronomia italiana, radicata nella tradizione ma proiettata verso il futuro attraverso l’innovazione”.
Una guida per orientarsi
La guida, che conta un totale di quarantaquattro insegne insignite del massimo riconoscimento, si propone dunque come una bussola per districarsi nell’universo della ristorazione di qualità, offrendo al lettore non solo un elenco di indirizzi ma un vero e proprio viaggio attraverso storie, territori ed emozioni. Se ne trae un panorama gastronomico tricolore estremamente ricco e variegato, dove le tradizioni regionali più autentiche dialogano con una spinta innovativa che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici, un qualcosa che, in fondo, rappresenta il tratto distintivo della cucina italiana nel mondo.




