Eni avvia produzione di batterie a Brindisi per il mercato europeo, mentre USA puntano sull'acquacoltura

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ECONOMIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Economia Redazione Economia   -   Eni conferma il suo impegno nella transizione energetica rendendo operativa la joint venture Eni Storage Systems con Seri Industrial. Il progetto, avviato nell'area industriale di Brindisi, è finalizzato alla produzione di batterie al litio stazionarie. L'obiettivo di Eni, che detiene il controllo della società, è conquistare una fetta significativa del mercato continentale, ambendo a coprire almeno il 10% della domanda europea.

Un polo tecnologico d'eccellenza in Puglia

I lavori per l'impianto pugliese procedono secondo le tempistiche previste. Il sito è destinato a diventare un polo tecnologico di prim'ordine, con una capacità produttiva superiore agli 8 GWh all'anno. La specializzazione sarà la fabbricazione di accumulatori al litio ferro fosfato, che utilizzeranno un innovativo processo a base acquosa, una scelta che ne migliora la sicurezza e la sostenibilità ambientale.

Il ruolo cruciale per le energie rinnovabili

Queste batterie sono destinate principalmente all'accumulo stazionario di energia elettrica. Il loro contributo è fondamentale per bilanciare le reti alimentate da fonti rinnovabili non programmabili, come il solare e l'eolico, garantendo stabilità e continuità nella fornitura.

Le richieste del territorio

La UILTEC di Brindisi ha definito "positivo" il via libera operativo, ma ha sottolineato l'urgenza di un accordo di programma. Il sindacato chiede che gli aspetti occupazionali e le ricadute industriali per il territorio siano definiti in modo chiaro e definitivo, auspicando un confronto con le parti sociali che vada oltre le dichiarazioni di intenti.

La strategia USA sull'acquacoltura

Oltreoceano, l'amministrazione di Donald Trump sta accelerando lo sviluppo del settore ittico nazionale. La National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) ha designato tredici nuove aree marine come hub per l'acquacoltura. La decisione, che interessa la California meridionale e il Golfo del Messico, rappresenta una precisa scelta di politica economica per potenziare questo comparto.

Nuove opportunità economiche e occupazionali

La mappa tracciata dall'agenzia federale identifica circa 21 mila acri di superficie marina per insediare impianti di allevamento ittico. L'intervento mira a ridisegnare le prospettive della produzione alimentare statunitense, creando nuove opportunità economiche e occupazionali in zone costiere selezionate, segnando una netta discontinuità con le politiche del passato.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.