Kia EV2, la piccola elettrica che sogna il grande salto
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Redazione Economia
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LISBONA – La piattaforma skateboard E-GMP, ormai collaudatissima, si comprime ulteriormente per accogliere quella che, a tutti gli effetti, rappresenta la nuova porta d’ingresso al mondo delle quattro ruote a batteria per il colosso coreano. Stiamo parlando della Kia EV2, un crossover compatto (appena 406 cm di lunghezza, ve lo dico subito per darvi un parametro) che abbiamo avuto modo di testare in antepirma mondiale sulle strade portoghesi, tra le salite di Lisbona e le scorribande lungo la costa. L’obiettivo, dichiarato ma anche percepibile al volante, è chiarissimo: portare l’elettrico in quella fascia di mercato — il segmento B dei SUV — dove i volumi di vendita si fanno davvero interessanti, ma dove il rischio di dover sacrificare troppo in termini di tecnologia o piacere di guida è sempre dietro l’angolo.
Piattaforma condivisa, carattere distinto
Pur nascendo sulla stessa base tecnica della “sorella maggiore” EV3 (che di centimetri ne allunga 24 in più), la EV2 non è affatto una semplice copia in scala ridotta. La casa, che ha scelto di produrla stabilmente in Slovacchia per il mercato europeo, ha dovuto operare delle scelte precise per mantenere i costi sotto controllo senza però snaturare il Dna del marchio. Sotto il cofano, o meglio sotto il pianale, troviamo l’architettura elettrica a 400V (niente 800V, quindi, ma del resto non poteva essere altrimenti per un’auto pensata soprattutto per l’uso cittadino) e due tagli di batteria a disposizione: una da 42,2 kWh e una da 61,0 kWh, rispettivamente capaci di garantire un’autonomia dichiarata fino a 317 e 453 km. E se la versione base eroga 108 kW, la sorella con la batteria più capiente – fatemi notare un’anomalia curiosa – sembra sacrificare qualche cavallo per contenere i consumi.
L’arte di parcheggiare da sola e la vita a bordo
Il claim che più colpisce, quello del “parcheggia da sola”, non è puro marketing: durante la prova la tecnologia Remote Smart Parking Assist ha dimostrato una precisione chirurgica negli spazi stretti, un vero jolly per chi affronta quotidianamente i vicoli delle nostre città. Ma è nell’abitacolo che la EV2 gioca la sua partita più importante. Nonostante le dimensioni compatte, i progettisti sono riusciti a creare una sensazione di ariosità notevole, grazie anche a una plancia orizzontale che ospita il triplo schermo (strumentazione da 12,3”, display centrale da 12,3” e un piccolo pannello da 5,3” per il climatizzatore). Kia ha fatto le cose in grande anche per quanto riguarda la ricarica: è il primo modello del marchio a supportare la corrente alternata non solo da 11 kW ma anche da 22 kW, un’opzione che riduce di brutto i tempi di attesa se avete la fortuna di avere una colonnina potente sotto casa.
Su strada: equilibrata, ma senza eccessi
Peso forma e agilità. Appena si parte, la sensazione è di avere a che fare con un’auto solida, ben piantata per terra nonostante il baricentro più alto tipico dei SUV. L’assetto è bilanciato, tarato per assorbire le asperità del manto stradale senza trasformarsi in una morbida carretta; anzi, in curva tiene botta con onore, anche se il retrotreno a ruote interconnesse (schema torsione) ci ricorda che non siamo di fronte a una sportiva. In autostrada, il limitatore a 161 km/h la tiene nella sua corsia ideale, mentre nel traffico cittadino l’asticella dei consumi scende vertiginosamente, permettendole di sfruttare al meglio ogni singolo kWh della batteria. L’unica vera nota stonata, forse, riguarda la qualità percepita di alcune plastiche dure, un compromesso necessario per mantenere quella promessa di prezzi accessibili che parte da 23.960 euro (in promo) per finire a circa 40.000 per gli allestimenti top di gamma.




