Figc, il fronte compatto di serie A, calciatori e allenatori spinge Malagò verso la presidenza

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   A poco più di un mese e mezzo dall’assemblea elettiva convocata per il prossimo 22 giugno, la successione al vertice della Federazione Italiana Giuoco Calcio sembra essersi definitivamente incanalata verso una soluzione precisa. Giovanni Malagò, ascoltato con attenzione il responso delle ultime ore, incassa un endorsement che non lascia spazio a ripensamenti. Dopo il placet della Lega di Serie A (che da sola controlla il 18% dei voti in assemblea), l’ex numero uno del Coni ha ricevuto il sostegno ufficiale anche dalle due associazioni di categoria più rappresentative per il mondo del rettangolo verde. L’Associazione Italiana Calciatori (AIC) e quella degli Allenatori (AIAC) hanno rotto gli indugi, comunicando in una nota congiunta la loro volontà di appoggiare la sua candidatura.

Si tratta, lo si può affermare senza timore di essere smentiti, di un appoggio che muta radicalmente gli scenari in vista della tornata di giugno. Calciatori e allenatori, va ricordato, pesano complessivamente per il 30% dei consensi totali: nello specifico, il sindacato dei giocatori controlla il 20% delle preferenze, mentre quello dei tecnici il 10%. Sommando questa quota al già solido sostegno della Lega di A (dove 19 club su 20 hanno già fatto muro intorno al nome di Malagò, come confermato da fonti di via Rosellini), il pacchetto di partenza per l’ex presidente del Coni raggiunge quota 48%. Un vantaggio, questo, che lo pone a un passo dalla maggioranza assoluta necessaria per aggiudicarsi la poltrona più importante del calcio italiano, anche se il voto, come è noto, resta segreto e ogni delegato conserva la propria autonomia di scelta.

I motivi di un fronte ampio: riforme e visione del sistema

Nella dichiarazione diffusa alla stampa, le due sigle non si sono limitate a un formale atto di fiducia, ma hanno voluto dettagliare le ragioni che le hanno spinte a convergere su Malagò. A convincere i vertici di AIC e AIAC, si legge nel documento, sono stati i contenuti programmatici emersi durante i lunghi tavoli di confronto delle ultime settimane. L’orientamento comune, come spiegano le note, si è consolidato attorno a punti nevralgici come la gestione del Club Italia, la sostenibilità economica delle riforme, il progetto tecnico-sportivo di base e il rilancio del calcio femminile.

Una visione di politica sportiva, questa, che secondo i firmatari del comunicato "offre garanzie in questa delicata stagione federale, nella quale ragionare di sistema è la sola strada da percorrere". C’è dunque la volontà esplicita di costruire un perimetro di governance solido, capace di reggere l’urto delle sfide presenti, senza però perdere di vista il futuro. Va detto, a proposito di queste dinamiche, che lo stesso Malagò non ha ancora sciolto del tutto le riserve sulla sua discesa in campo, sebbene abbia già programmato gli incontri decisivi con le componenti di B e C previsti per i primi di maggio. Gli fa eco, intanto, la Lega di Serie A, che ha accolto la posizione delle associazioni tecniche come "un segnale importante di unità e responsabilità", auspicando che questa compattezza possa traghettare la Federcalcio fuori dalle secche in cui versa da tempo.

Le settimane decisive per la maggioranza assoluta

Con il dossier Malagò che si fa sempre più caldo, l’attenzione si sposta ora sulla capacità dell’ex presidente del Coni di scardinare i voti rimanenti. Per raggiungere il quorum del 50% più uno, sarebbe sufficiente convincere anche solo una fetta delle leghe minori o dei dilettanti. Dall’altra parte del tavolo, infatti, si siede l’ex presidente Giancarlo Abete, che attualmente guida la Lega Nazionale Dilettanti (LND) e che può contare su un bacino pesantissimo pari al 34% delle preferenze. Una roccaforte, quella dei dilettanti, che per ora sembra resistere all’avanzata del favorito.

Saranno dunque i prossimi appuntamenti, in particolare le assemblee di Serie B (peso elettorale 6%) e Lega Pro (12%), a decretare se la scalata di Malagò sarà una marcia trionfale o una battaglia combattuta fino all’ultimo voto. Gli incontri con i club cadetti sono fissati per il 6 maggio, mentre due giorni dopo toccherà alle società di terza serie confrontarsi con i candidati. È proprio in queste riunioni che l’ex presidente del Coni proverà a staccare il biglietto per la vittoria, cercando di allargare ulteriormente la sua base di consenso per arrivare all’appuntamento del 22 giugno con un margine tale da evitare il rischio di sorprese dell’ultimo minuto.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.