Adriatici, processo da rifare, omicidio volontario

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Tribunale di Pavia ha chiesto alla Procura di riformulare il capo di imputazione da eccesso colposo di legittima difesa a omicidio volontario per Massimo Adriatici, l'ex assessore leghista alla Sicurezza che la sera del 21 luglio 2021 esplose un colpo di pistola che uccise in piazza a Voghera, in provincia di Pavia, il 39enne Younes El Boussettaoui. Adriatici, in seguito a una violenta manata ricevuta dalla vittima, cadde a terra e sparò con una pistola, colpendo mortalmente il marocchino che, secondo la sua versione, si stava nuovamente avventando su di lui.

Inizialmente, il pubblico ministero aveva richiesto una condanna a tre anni e sei mesi per eccesso colposo di legittima difesa, ma il giudice Valentina Nevoso ha ordinato alla Procura di riformulare il capo d’imputazione in omicidio volontario con dolo eventuale. Non fu legittima difesa: è omicidio. Andrà a processo per omicidio volontario, Massimo Adriatici, l’ex assessore leghista di Voghera che il 20 aprile 2021 uccise Youns El Boussetaoui con un colpo di pistola.

Ieri era attesa la sentenza di primo grado, ma ora è tutto da rifare. La giudice di Pavia Valentina Nevoso, infatti, ha trasferito gli atti alla Procura ritenendo l’imputazione di «eccesso colposo di legittima difesa» sbagliata, e che l’ex assessore alla Sicurezza (ed ex poliziotto) debba essere giudicato per omicidio volontario. “Voleva uccidere, va processato”. Massimo Adriatici resta freddo, gli abbracci dei familiari – Hanno assistito a tutte le udienze, ieri hanno atteso la lettura di una sentenza che non è arrivata.

Da una parte Massimo Adriatici, difeso dagli avvocati Gabriele Pipicelli e Luca Gastini.

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